Centro San Rocco - Interventi

Generare alla fede nella post-modernità
Data pubblicazione : 28/02/2019
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Il contributo di don Armando Matteo al dibattito del San Rocco in un commento di don Enrico Brancozzi

Esiste una correlazione stretta tra la disaffezione verso la sfera religiosa, che tutte le indagini sociologiche stanno registrando, e il tipo di spiritualità cristiana che la Chiesa ha proposto e sta proponendo. Un’analisi di tale situazione impone un duplice ripensamento che sappia guardare con oggettività le dinamiche della secolarizzazione e, nello stesso tempo, che aiuti ad individuare i possibili sentieri di missionarietà e di testimonianza.
La riflessione di Armando Matteo si articola da alcuni anni attorno a queste tematiche. Egli ritiene - a ragione - che la comprensione di tali snodi sia conditio sine qua non per tornare ad un annuncio efficace che intercetti le domande del nostro tempo.
Il primo snodo è che la generazione attuale ha completamente perso la condizione di minorità e di sottomissione rispetto alla natura e ha sviluppato una passione viscerale per la vita in tutte le sue forme. Ne è un esempio il vero e proprio culto della giovinezza, che va dall’ossessione per la prestanza fisica ricercata a tutti i costi fino alla rimozione del concetto di anzianità e di morte. “Vecchiaia” è ormai un termine espunto dalla sensibilità odierna.
La seconda riflessione verte sulle condizioni che hanno reso possibile un simile passaggio. Le conquiste della scienza e della tecnica in Occidente hanno dilatato in modo inedito le possibilità umane, aumentando di molto l’età media e portandola ad oltre ottant’anni in tutti i paesi europei, agevolando il lavoro manuale, rendendo più accessibile la cultura e abbattendo l’analfabetismo. L’evoluzione della ricerca scientifica negli ultimi cento anni ha migliorato la qualità della vita in modo sorprendente ed ha aperto possibilità un tempo impensabili. Basti pensare a come sia cambiata in pochi decenni la condizione del lavoro agricolo e dei lavori manuali in genere. Secondo Armando Matteo un discorso a sé meriterebbe l’emancipazione femminile. Anche se esistono disparità di genere purtroppo ancora a diversi livelli, l’accesso allo studio, al lavoro, alla vita sociale e politica delle donne che conosce il nostro tempo è un fenomeno di rilevanza assoluta.
Il cristianesimo per secoli ha strutturato la propria proposta come lenitiva e consolatoria rispetto alle dure dinamiche della vita secolare. Il modello cristiano era proiettato escatologicamente quale compensazione rispetto alla “valle di lacrime” del tempo presente. La retorica dolorista come espiativa, anche se non può essere considerato l’unico approccio possibile della tradizione, ha avuto indubbiamente un certo peso. Il tempo presente ha mostrato l’inadeguatezza di alcuni modelli e la necessità di una fase creativa che sappia proporre il Vangelo come la risposta di Dio alla sete di pienezza e di senso che l’uomo manifesta in forme sempre nuove.
 
Enrico Brancozzi
 
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