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Terza Edizione del Messale Romano
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L'Ufficio Liturgico Diocesano diffonde una nota con tutti i suggerimenti necessari per muovere i primi passi con il nuovo strumento, che diventerà obbligatorio dalla prossima Pasqua

Il 6 maggio 2019 ha ricevuto l’approvazione del Santo Padre la Terza Edizione del Messale Romano in conformità a quanto era stato disposto dalla Lettera Apostolica in forma di «motu proprio» Magnum principium, agli orientamenti di alcuni Uffici della Santa Sede coinvolti in tale riforma e anche sulla base di un’esperienza che le Chiese Locali in Italia avevano maturato; tutto ciò, tenendo conto, altresì, del bagaglio di arricchimenti già presenti nella Editio Typica Tertia del Missale Romanum del 2002.

La traduzione attuale è corredata da ulteriori testi facoltativi di nuova composizione che assolvono allo scopo di essere più aderenti al linguaggio odierno e alle mutate situazioni pastorali delle nostre comunità. La presente edizione, come recita la lettera di presentazione del Presidente della CEI, deve essere considerata «tipica» per la lingua italiana, ufficiale per l’uso liturgico.

Come già annunciato dal nostro Arcivescovo in alcune assemblee presso le Vicarie Foranee (visitate in questa fase iniziale dell’anno pastorale) il Messale si potrà adoperare non appena lo riceveremo materialmente e sarà obbligatorio dal 4 aprile 2021.

 

Mentre veniamo invitati a studiarlo con attenzione, insieme agli operatori liturgici delle nostre Comunità, per essere pronti a proporlo ai nostri fedeli, sottolineiamo – tra le altre – alcune variazioni da tenere in debito conto:

  • Una è al saluto “la grazia del Signore nostro Gesù Cristo…. siano con tutti voi”;
  • una la troviamo al “Confesso a Dio onnipotente”;
  • al Gloria (e pace in terra agli uomini amati dal Signore);
  • al “pregate fratelli…” dopo la presentazione dei doni;
  • varie ne troviamo nei Prefazi e nelle Preghiere Eucaristiche in numerosi passaggi (attenzione!);
  • al “Padre nostro” (con l’aggiunta di un anche e del non abbandonarci alla tentazione);
  • all’ “Ecco l’agnello di Dio” (attenzione!);

che rispondono meglio a un più moderno sentire… anche nella lingua.

 

Tra qualche mese, dopo averlo rodato, giungeranno anche delle schede che meglio chiariranno il senso dei cambiamenti in atto e non mancheranno occasioni diocesane per una riflessione condivisa in tal proposito.

 

 

 

Fermo, 4 Ottobre 2020

Festa di San Francesco di Assisi

 

                                                                                             

                                                                                                                                             L’Ufficio Liturgico Diocesano

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