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Dalla terra e dal lavoro dell'uomo

Domenica 11 Ottobre si è svolta a Penna San Giovanni la Festa Regionale del Creato

Il teatro “ Flora” di Penna S. Giovanni, gioiello barocco tutto in legno del 1870, ha fatto da cornice alla “Festa del Creato Regionale” voluta dall’associazione "Giuseppe Colucci" e dagli Uffici per la Pastorale sociale del lavoro e dell’ambiente della Chiesa Marchigiana e dell’Arcidiocesi di Fermo.

Continuando nella tradizione di questi ultimi sette anni, durante il mattino si è svolto il Convegno “dalla terra e dal lavoro dell’uomo” che quest’anno si è riferito alla salvaguardia dell’aria.
 
Suor Chiara Francesca LacchiniL’introduzione alla tematica è stata affidata alla suora cappuccina Chiara Francesca Lacchini, che ha commentato il verso del Cantico delle Creature di S. Francesco: “ Laudato sii mi Signore per frate vento et aure et nubilo et sereno et onne tempo per lo quale a le tue creature ne dai sostentamento” .
Suor Chiara Francesca ci ha accompagnati nell’approfondire la conoscenza di Francesco , uomo radicato nel suo tempo, ma anche pellegrino dell’assoluto.
Ci ricorda come tutte le preghiere di Francesco , anche quella di Frate Sole, sono una amplificazione del suo pensiero che vive nei confronti della Parola di Dio e della Creazione
Non si può dire che Francesco è il cantore della natura, Francesco è il cantore di Dio, Dio è il Creatore, Dio ha aperto all’uomo questa Creazione perché impari a leggere i segni della sua presenza.
All’interno del mondo visibile tutte le creature “ portano significazione” dell’opera di Dio, potremmo dire con il Salmo “ narrano la gloria di Dio”, sono lo specchio della sua bontà
E’ molto chiaro ciò all’inizio del Cantico quando afferma che non è il sole che ci illumina ma “ sei tu, Signore che allumini”, non è il vento, non l’aria etc.. tutti gli elementi sono gli strumenti attraverso i quali il Signore dà sostentamento..
 
L’invito della relatrice è stato di provare anche noi a pensare come tutto ciò che c’è intorno a noi perpetua il dono costante che Dio fa agli uomini ; da qui scaturisce la responsabilità comune che gli uomini di ogni tempo dovrebbero avere, fare in modo che le creature sorelle continuino a narrare questa benevolenza del Padre comune, continuino a rinnovare per tutti questo dono del suo amore ; ed esercitare ognuno di noi questa responsabilità nei confronti della creazione per far sì che questa sollecitudine del Padre che mai si interrompe cada nel vuoto a causa appunto della nostra non risposta della grazia che ci viene attraverso il Creato; ed anche che il problema che Francesco pone attraverso il Cantico è un problema di giustizia sociale, riposta nelle mani dell’uomo, nella nostra concezione di vita .
Ci invita alla responsabilità quando afferma che Dio è sempre all’opera costantemente, ma il fatto che quest’opera si mostri in modo chiaro è legato anche ai canali che noi gli poniamo davanti ed agli impedimenti e che, quando non c’è questa risposta, l’uomo diventa ingiusto verso Dio e verso gli altri ed ognuno di noi porta nel suo stile di vita questa giustizia od ingiustizia .
Afferma che il compito che viene dato all’uomo è quello di coltivare e custodire questo giardino (ma il verbo “Coltivare” … significa anche celebrare il culto rendere lode a Dio)
Quindi rendere lode a Dio e lavorare sono due esperienze fondamentali per rendere equilibrato lo sviluppo dell’uomo.
Il giardino è il luogo offerto da Dio perché egli abbia una protezione, (EDEN) è un luogo circoscritto, è il luogo che è stato deputato da Dio per l’uomo per offrirgli nutrimento.. quello che chiede all’uomo Dio è di mettere la propria forza a servizio del giardino, se l’uomo custodisce bene il giardino, dal giardino sarà custodito.
C’è questa corresponsabilità.
Suor Chiara sottolinea come per Francesco non c’è niente di anonimo nelle creature, le chiama sorelle e la corresponsabilità reciproca è che Dio non ha fatto niente di concluso, la Creazione è un inizio, spetta all’uomo portare avanti questa opera creativa , potremmo dire che dopo la comparsa dell’uomo l’universo per farsi aspetta continuamente che l’uomo lo crei , che collabori a questo sviluppo.
Questo è il rischio che Dio ha voluto correre attraverso l’incarnazione, dipendere dal rischio dell’uomo. Afferma che ciò è possibile se accettiamo di essere cittadini di due universi: quello visibile e quello interiore , in una continua opera di conversione e di creazione.
Conclude osservando che nella storia la presenza dell’uomo si vede nella trasformazione della natura, non è il progresso il problema, ma la modalità.. e l’uomo è l’unica creatura che può affidare alla materia le sue intenzioni, le sue intuizioni; in questo incontro nasce qualcosa di nuovo, sappiamo che questo è possibile soltanto se l’uomo vive in questo Eden come se vivesse nel tempio e se l’uomo accetta la grande legge del limite che gli consente di non essere padrone di ciò che gli è affidato .
Oggi queste intuizioni dell’uomo spesso creano violenza piuttosto che creazione e ciò evidenzia che una assenza di creazione è il segno di un buio della coscienza che si verifica nella vita personale, ma anche di un paese, di una nazione etc.. così muoiono le persone, ma anche i paesi, i progetti
Francesco ci insegna che tutto è prossimo è un tu per noi e noi siamo un tu per queste cose e per questo è necessario ascoltare non solo le esigenze dell’uomo, ma anche del fili dell’erba, del vento etc…perché tutti concorrono alla creazione.
 
 
I relatori del ConvegnoAlle domande del moderatore Paolo Bascioni che chiede di conoscere la differenza tra clima e meteorologia, la verità sull’aumento della temperatura globale ed il rapporto con le temperature locali, come si possono adattare tutte le forme di vita a questi cambiamenti che sono diventati tanto rapidi, e se l’effetto serra proviene dall’uomo, risponde il metereologo Redo Fusari, che riflette sulle:
“Variazioni climatiche e le conseguenze sull’ambiente e sulla vita”
In questa relazione il metereologo ha evidenziato come tutto nell’universo è governato da equilibri e che se si superano i limiti degli equilibri dell’universo forse l’uomo non potrà più abitare il mondo.
Dobbiamo ricordare che è l’energia solare che promuove tutti i processi vitali ed energetici di questo mondo e che non possiamo pensare ad un progresso indefinito perché esso non è compatibile con le riserve dell’universo che sono finite.
E’ sempre l’energia solare che promuove il benefico “effetto serra” che permette che sulla terra si abbia una temperatura media di 15° e ci possa essere vegetazione. ( Eden, giardino)
Tramite la presentazione di diapositive Redo Fusari ha dimostrato come sulla terra, nelle zone centrali comunemente c’è una eccedenza di energia che viene dal sole, mentre nelle zone verso i poli l’energia è insufficiente e quelle terre sarebbero inospitali se non ci fosse la circolazione atmosferica che permette anche lì forme di vegetazione e rende abitabili quelle zone. Questo è il motivo per cui ora tutta la terra è abitata, e la popolazione può essere stanziale.
Purtroppo, il fatto che dal 1850 si è accelerato il consumo di energia , e che ora stiamo bruciando tutte le riserve che erano state accumulate in tanti anni, ha determinato l’aumento dell’”effetto serra”e di conseguenza delle temperature nel nostro Pianeta.
Se al centro della terra c’è già un aumento di 1° ,1°,30 di temperatura , ai poli essa è aumentata di 3° ( febbre del pianeta), ed è gravissimo se si considera che 2° gradi è già una febbre alta.
Il riscaldamento che provoca lo scioglimento dei ghiacci, non permette più il formarsi delle perturbazioni, della pioggia e di conseguenza la vita.. alcune popolazioni non avranno più a breve termine la possibilità di essere stanziali, con tutte le conseguenze sociali che ne derivano.
Molto interessante è stata anche la spiegazione di quali cambiamenti stanno avvenendo nelle nostre Marche: guardando la diapositiva della cartina climatica della nostra regione abbiamo potuto constatare come il clima prettamente mediterraneo proprio della nostra regione che in Italia segna il confine con quello più continentale del nord, in questi ultimi decenni si può riferire solo alla zona di S. Benedetto dove ancora vivono molto bene le colture dell’ulivo, mentre nelle altre zone ci sono ora molte più difficoltà perché il clima diventa sempre più continentale. Un’altra osservazione è che nella nostra regione la temperatura è salita di 1° e mezzo e che mancano le piogge, si alternano lunghi periodi di siccità a violenti temporali( estremizzazione dei fenomeni meteorologici).
Questo stato di cose porta Redo Fusari a consigliare di abbandonare ogni individualismo dei territori locali e a creare dei bacini di raccolta delle piogge per avere acqua disponibile nei mesi estivi ed anche di aumentare la ricerca delle fonti alternative di energia pulita per non inquinare più… ormai la salute del pianeta terra è una emergenza di cui tutti si devono preoccupare, sia i singoli individui che gli Stati.. ne va della sopravvivenza dell’umanità
 
Alla chiusura del Convegno, il Prof. Poli dell’università di Macerata ha presentato gli atti del convegno dello scorso anno :” La salvaguardia dell’ambiente, emergenza indilazionabile”.
Osservando che in questi tremila anni di storia il rapporto uomo-natura c’è sempre stato e citando Andrea Antinori, afferma come la città e la campagna siano da sempre gli ambienti dell’essere dell’uomo e il loro rapporto sia fondamentale.
Riflettendo sulla relazione tra cosmos e caos invita a rendere politico ogni ambiente che circonda l’uomo, politico inteso come coltivato e ciò è un problema di educazione ( es. riciclaggio), di comunicazione e di etica; non possiamo fare ecologia se non siamo educati, comunicati ed etici.
 
Celebrazione Eucaristica con Mons. Giuseppe OrlandoniNel pomeriggio “La festa” è stata allietata da una riflessione in musica presentata dal gruppo musicale “ la bend” che ci ha proposto una animazione a tema “In principio Dio creò il cielo e la terra” con brani d’autore, lettura di riflessioni,di salmi e video.
Come tutti i momenti della giornata anche questo è stato molto significativo, riconducendo i presenti ad agire seguendo le orme di Francesco : camminare nelle vie del mondo con più responsabilità verso ogni creatura rientrando in se stessi per operare una conversione alla luce della Parola di Dio.
In conclusione la celebrazione dell’Eucaristia presso la Chiesa di San Francesco, presieduta da Mons. Giuseppe Orlandoni Vescovo di Senigallia incaricato regionale per la pastorale sociale e del lavoro e dell’emigrazione, ha visto i partecipanti al convegno in comunione con associazioni , cittadini e confraternite del territorio di Penna S. Giovanni.
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