Centro San Rocco - Interventi

Scrittori in rete. L'incontro con Eraldo Affinati
Data pubblicazione : 08/02/2021
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Ripercorriamo la forte testimonianza offerta al San Rocco dallo scrittore romano che ha raccontato la sua esperienza di educatore di frontiera. - di Guglielmina Rogante

Suggestivo e coinvolgente il primo incontro, il 2 febbraio, della serie “Scrittori in rete”, voluta dal Centro Culturale San Rocco sul tema “Testimonianze educative”, con la presenza dello scrittore ed educatore Eraldo Affinati. Dalla parte dello scrittore la  storia di una vocazione e di un impegno a tutto campo nella sua opera di educatore di frontiera con i giovani più svantaggiati, italiani e stranieri, perché essi abbiano restituito quello che la sorte e la storia ha loro tolto ingiustamente (il titolo dell’incontro era “Sulle orme di don Milani”); dalla parte del pubblico, che ha seguito numeroso sui canali di Youtube e Facebook, puntuali domande sui modi dell’insegnare e sull’attuale crisi della scuola non solo dovuta alla pandemia, ma anche all’ormai avvenuto tramonto del ruolo di guida umana dell’insegnante a favore di un asettico ruolo di misuratore dell’apprendimento.

Eraldo Affinati ha raccontato della scuola da lui fondata, la Penny Wirton, per l’insegnamento gratuito della lingua italiana agli stranieri, che conta ormai sedi in tutta Italia, e che ha come valore prioritario quello della relazione personale tra allievo e docente. Perché il maestro insegna le parole della lingua, che sono le parole che prima d’ogni altra cosa servono all’allievo per mettere ordine dentro di sé e ricostruire i pezzi scombinati della sua vita, poi per raccontarli al maestro rendendolo partecipe della sua storia; ma a sua volta il maestro, nella relazione diretta con l’allievo, impara l’umanità fuori di sé. Insegnare dunque, ma soprattutto ascoltare ed educare, cioè trarre i giovani allievi dal caos di storie drammatiche. La stessa relazione di paternità che lo scrittore ha realizzato con i giovani della “Città dei ragazzi” (da cui il libro omonimo) dove più che le interrogazioni e i voti valevano le letture dei classici, in cui riconoscere la propria storia, e i temi sgrammaticati, ma toccanti, in cui raccontarla. Queste e altre scelte radicali alla luce della lezione di grandi maestri: don Milani primo fra tutti con la restituzione dei suoi privilegi borghesi agli svantaggiati, subito dopo Lev Tolstoi, fondatore della scuola di Jasnaja Poljana per i figli dei contadini, di cui esiste la Casa-museo che lo scrittore ha voluto visitare, infine il teologo Dietrich Bonhoeffer, condannato a morte dai nazisti per la sua resistenza in nome della fratellanza. E un luogo di resistenza contro i sempre presenti “meccanismi dell’odio” e dell’ingiustizia sociale è la scuola così come la concepisce e la pratica Eraldo Affinati.

 

Guglielmina Rogante

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