Sabato 25 e domenica 26 aprile, nella suggestiva cornice di Loreto, si è svolto un intenso week-end dedicato ai giovani delle Marche, capace di radunare 230 giovani. Tra loro anche un gruppo di 30 giovani provenienti dall’Arcidiocesi di Fermo, arrivati con entusiasmo e desiderio di condividere un’esperienza nuova ed autentica.
“Aspirate alla santità ovunque siate”: un titolo che non è rimasto soltanto uno slogan, ma si è fatto esperienza concreta, vissuta passo dopo passo. Le due giornate sono state attraversate da una gioia contagiosa, fatta di sorrisi, incontri e quella leggerezza profonda che solo i giovani sanno portare. In ogni momento si respirava un clima di vivacità e bellezza, capace di trasformare anche i gesti più semplici in qualcosa di speciale. Accanto all’entusiasmo, non sono mancati spazi di silenzio e profondità: momenti di riflessione, condivisione e preghiera che hanno aperto il cuore, facendo nascere nuove amicizie e legami sinceri. È proprio in questi attimi che molti hanno potuto riscoprire il valore dello stare insieme e del guardare al futuro con rinnovata speranza superando incertezze e timori.
Tra i momenti più coinvolgenti, lo spettacolo del sabato sera, “Armonie & Storie”, che ha saputo toccare corde profonde. Sul palco si sono alternati giovani capaci di raccontarsi attraverso canzoni, testimonianze e pensieri, donando frammenti di vita e messaggi intensi. Emozioni che non si sono spente con l’ultima nota, ma che hanno trovato continuità in un momento raccolto e suggestivo: la preghiera e l’affidamento a Maria presso la Basilica, con la possibilità, unica e preziosa, di accedere alla Santa Casa riservata solo a loro.
Il cammino si è concluso nella mattinata di domenica con un primo momento di riflessione guidato da don Paolo Vagni, responsabile per le Marche della Pastorale Giovanile, seguito da un tempo di condivisione in piccoli gruppi. Un’occasione preziosa per condividere quanto vissuto e raccontarsi i sogni, paure ed esperienze presenti nella vita di ciascuno. A seguire, i giovani hanno partecipato alla celebrazione della Santa Messa presso la Basilica della Santa Casa, presieduta dal Vescovo di Loreto, Fabio dal Cin, insieme a don Claudio Marchetti, responsabile regionale della Pastorale Vocazionale, in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. È stato un momento intenso e significativo, che ha invitato ciascun giovane a riconoscere nella propria vita un disegno d’amore unico, da accogliere e seguire con fiducia.
A rimanere nel cuore, come eco di questi due giorni, è un messaggio semplice ma esigente: “non accontentatevi di meno”. Parole impresse anche nello zainetto donato a ogni partecipante, segno concreto di un invito a guardare sempre più in alto, custodendo nel quotidiano quanto vissuto.
Di seguito, le testimonianze di alcuni giovani che hanno partecipato:
“Se dovessi riassumere il ritiro dei giovani a Loreto con due aggettivi direi provvidenziale e ricco. Provvidenziale perché è capitato in un momento in cui mi trovavo un po’ lontano da Dio e ricco perché è stato un fiume di riflessioni e momenti di preghiera molto forti. Questa esperienza è stata uno strumento per tornare sui passi della fede. Ho visto ragazzi pregare e mettersi in ginocchio davanti al Santissimo e ho ascoltato delle riflessioni sincere che mi hanno fatto porre alcune domande su come io viva la fede. Il momento più profondo che ho vissuto è stato dopo l’attività in Chiesa, quando ho affidato a Cristo le difficoltà che mi portavo nel cuore e ho percepito fin da subito uno spirito più leggero per poter ripartire.”
“L’incontro dei giovani delle Marche a Loreto è stato per me profondo e incoraggiante. Questi giorni sono stati pieni di gioia e mi hanno dato l’occasione di fermarmi e riflettere su me e sul cammino che sto vivendo, lasciandomi un nuovo desiderio di crescere. Il momento delle condivisioni in gruppo, lo porto molto nel cuore, perché insieme ci siamo resi conto di quanto le nostre paure possano essere simili e di come la fede possa unirci e sostenerci nel percorso della nostra vita”.
“Questo incontro tra giovani mi è piaciuto davvero, soprattutto il momento di preghiera nella Basilica, che mi ha toccato nel profondo, anche lo spettacolo dopo cena “Musica e Parole” è stato davvero coinvolgente. È un’esperienza che rifarei senza esitazione. È stato un incontro bello: nuovo, intenso, profondo ma anche pieno di gioia e divertente.”
“È stata un’esperienza davvero significativa, che porterò sempre con me. Tra i momenti che mi hanno colpito di più ci sono quelli di condivisione, che ci hanno fatto sentire tra giovani più vicini e uniti. È qualcosa che rifarei senza esitazione. In due parole definirei questa esperienza profonda e avvolgente.”
“È stata un’esperienza davvero bellissima, la prima di questo tipo per me. Non mi aspettavo così tanti partecipanti: è stato speciale condividere tutto questo con ì tanti giovani. L’organizzazione è stata davvero curata e le tematiche trattate sono state veramente importanti, profonde e ma niente di pesante. Spero davvero che sia solo la prima di tante esperienze così, e che la prossima volta ci sia ancora più gente!”
“Racchiuderei questi due giorni vissuti insieme in due parole: Comunità e Vocazione. Vederci riuniti come giovani delle Marche mi ha fatto riscoprire quanto sia fondamentale sentirsi parte di una comunità dove i giovani hanno un ruolo importante, una dimensione che oggi, purtroppo, rischia spesso di indebolirsi. Cerchiamo e parliamo spesso di fraternità, ma a volte dimentichiamo che per essere davvero fratelli è necessario riconoscere un Padre comune. Proprio questo sguardo condiviso in questi ci ha aiutato a riconoscerci come figli e, di conseguenza, a riscoprire il legame profondo che ci unisce. In concomitanza con la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, questi giorni mi hanno ricordato che Gesù ha un progetto d’amore per ciascuno di noi. Sta a noi trovare il coraggio di metterci in ascolto, per riconoscere e seguire la strada che Lui ha pensato per la nostra felicità. La cosa più bella è stata accorgersi di quanto noi giovani, anche nelle nostre fragilità, siamo simili. Nei momenti di condivisione è emerso chiaramente che portiamo dentro le stesse paure: l’incertezza del futuro, il timore di non essere all’altezza della “Luce” e la tendenza a rifugiarci nelle nostre zone d’ombra.”
“Se dovessi definire questa esperienza con due parole direi: rigenerante e sorprendente. Le ore trascorse insieme sono state per me un vero momento di crescita, sia dal punto di vista relazionale che nella fede. Conoscere giovani capaci di mettere i propri talenti a servizio degli altri, attraverso “Musica & Parole”, mi ha fatto toccare con mano quanto, insieme, si possano costruire cose belle e significative, è stato uno spazio di importante riflessione interiore. Avere la Basilica e la Santa Casa tutta per noi è stata un’opportunità unica: un tempo prezioso per pregare, affidarci a Lui carico di significato in maniera intima e raccolta. E’ stata anche una bellissima opportunità per aprirci anche su aspetti che solitamente noi giovani fatichiamo a condividere. Tutto questo ha contribuito profondamente a mettere un tassello per la mia crescita personale.”
“Per descrivere l’incontro dei giovani delle Marche a Loreto, userei queste due espressioni: rivitalizzante e unitario. È stato un momento capace di ricaricare le energie interiori, ma la vera forza è stata percepire che non ero sola; eravamo una moltitudine di voci diverse unite dallo stesso desiderio. Credo fermamente che questa esperienza sia stata estremamente utile per arricchire la mia vita. Spesso, nel caos della quotidianità e degli impegni scolastici, noi giovani rischiamo di chiuderci nei nostri dubbi o nelle nostre ambizioni personali. Partecipare a un evento di questa portata mi ha permesso di uscire dal mio io, per entrare in un noi. La cosa che più mi porto nel cuore è il silenzio condiviso durante i momenti di preghiera e riflessione in Basilica e dentro la Santa Casa. edere centinaia di coetanei, solitamente abituati al rumore e alla velocità dei social, fermarsi insieme in un silenzio così denso e rispettoso mi ha profondamente commossa. Mi porto a casa la consapevolezza che, nonostante le sfide del nostro tempo, esiste una bellezza profonda nel camminare insieme verso una meta comune”.
“Non è facile descrivere l’esperienza vissuta a Loreto con i Giovani delle Marche, posso provare dicendo che è stata un’esperienza rivelatrice e stimolante. Mi sono accorto che nella nostra regione siamo tanti noi giovani legati alla chiesa. È stata un’esperienza utile per capire che oltre al mio gruppo ci sono altre persone che vedono la vita come me, è stata un’opportunità per convivere anche solo per poco con gli altri. Nel cuore mi riporto un weekend che mi ha riempito di gioia e mi ha legato ad una realtà di giovani bellissima.”
“Esperienze come quella vissuta all’ incontro dei Giovani delle Marche ti permettono di andare fuori dagli schemi classici. Penso sia importante ripetere con una certa frequenza, per permettere a tutti (educatori. giovani grandi e giovanissimi) di fare quel passo in avanti verso la fraternità universale. Mi riporto un’immensa gioia e pienezza. Ogni singolo momento vissuto mi ha arricchita, non riesco a selezionare un momento in particolare perché è stato l’insieme dei vari momenti che mi ha reso l’incontro prezioso.”
“L’incontro dei Giovani vissuto a Loreto il 25-26 Aprile ha superato ogni mia aspettativa: è stato sorprendente nella sua autenticità, profondo nei contenuti e nelle relazioni, capace di arricchire interiormente e di lasciare un segno concreto nelle relazioni costruita tra noi giovani anche se con poco tempo. Un’esperienza che incoraggia a guardare avanti con fiducia anche nel vivere i momenti più difficili e non facili che abbiamo noi giovani, Ho preso più consapevolezza della bellezza e dell’importanza di camminare insieme e del fare certi tipi di esperienze. È stata un’esperienza molto significativa, anzitutto perché è stata preziosa occasione per ritrovarsi con tanti giovani e iniziare dalla nuove relazioni di amicizia. I momenti di riflessione sulla propria vita sono, a mio avviso, fondamentali, soprattutto quando il tema è quello della vocazione. Tra tutti, porto nel cuore in modo particolare il momento vissuto sabato sera in Basilica, quando abbiamo deposto le candele sugli specchi: un gesto semplice ma intenso di significato “dalle tenebre alla luce”, che ha creato un clima profondamente ricco di significato, lasciando in me un’impronta duratura e molta pace.


















