Posti esauriti al CineTeatro Cecchetti di Civitanova Marche per la proiezione del cortometraggio “Trasparente, beati gli invisibili”, realizzato dal gruppo dei giovani della Parrocchia di Pedaso.
La proposta della proiezione, nata dal Tavolo di Lavoro della città di Civitanova per la promozione del benessere e della salute delle nuove generazioni (coordinato da Andrea Foglia e Barbara Moschettoni) in collaborazione con il Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile di Fermo (guidato da Keti Stipa), aveva l’obiettivo di offrire alla comunità un’occasione di riflessione e confronto sui temi del disagio giovanile, della salute mentale e delle fragilità contemporanee.
Dopo un momento di accoglienza, presentazione e saluti ai presenti accorsi, è iniziata la visione del cortometraggio: intenso, profondo, di qualità. Capace di mettere in risalto le emozioni, i pensieri, le esperienze vissute dai ragazzi. Stimolare riflessioni, provocare domande. Al termine della visione, ha preso la parola il regista, Franco Di Pancrazio, e soprattutto è stato dato spazio ai giovani attori presenti in sala. Al termine il saluto delle autorità presenti e dell’Arcivescovo Pennacchio.
Anche Keti Stipa, Responsabile del Servizio diocesano di Pastorale Giovanile, ha portato un suo saluto: “Mi sono sempre chiesta quale fosse il modo migliore per stare accanto ai giovani: come accompagnarli, ascoltarli, aiutarli a far emergere tutta la bellezza e la potenzialità che portano dentro. E quando ho conosciuto questo progetto e visto il cortometraggio, ho capito che non potevo rimanere in silenzio, non poteva rimanere fermo a Pedaso. Perché attraverso questo lavoro i giovani non solo si sono raccontati, ma ci hanno permesso di entrare nel loro mondo, di conoscere più da vicino chi sono, ciò che vivono, le loro domande, le loro fatiche e anche le loro speranze. Ci hanno mostrato con grande sincerità alcuni aspetti della loro vita e, allo stesso tempo, ci hanno aiutato a comprendere che, talvolta, il nostro modo di porci come adulti non è sempre di aiuto. Questo richiede da parte nostra il coraggio di metterci in ascolto, senza pregiudizi e senza la pretesa di avere già tutte le risposte. Ho sempre pensato che camminare insieme significhi proprio questo: tenersi per mano. Significa ascoltarsi reciprocamente, creare una rete. A volte come adulti sostenerli vuol dire fare uno o due passi indietro per lasciare spazio alla ricchezza, alla bellezza e alle potenzialità che altrimenti non verrebbero mai fuori, altre volte invece bisogna stare avanti, incoraggiandoli e sostenendoli li ad attraversare i momenti più difficili senza troppi giudizi”.
Numerosissime le persone accorse in sala per vedere il cortometraggio realizzato interamente dal Gruppo Giovani Pedaso e prodotto dalla Parrocchia Santa Maria e San Pietro Apostolo anche grazie al contributo dei fondi 8xmille alla Chiesa Cattolica.












