Camminare non è mai un semplice mettere un piede davanti all’altro, soprattutto quando la meta si chiama Santiago e la strada la si percorre insieme.
È stata l’esperienza vissuta in queste settimane dalle parrocchie di San Bartolomeo Apostolo di Morrovalle, Sacro Cuore di Trodica di Morrovalle, SS.ma Annunziata e S. Maria Addolorata di Porto Sant’Elpidio, Gesù Redentore di Porto San Giorgio, SS. Annunziata di Montecosaro, San Marone di Civitanova Marche, SS. Pietro Paolo e Donato di Corridonia, Immacolata di Macerata, esperienza che ha travalicato il valore del semplice pellegrinaggio, trasformandosi in una viva testimonianza di fede e comunione.
Un gruppo variegato di 25 persone, provenienti da realtà e paesi diversi, ha dato vita a un prezioso incontro intergenerazionale: giovani adolescenti e adulti hanno camminato fianco a fianco, sostenendosi a vicenda in ogni passo del cammino. Fin dai primi passi, la fatica ha ceduto il passo alla condivisione e alla bellezza del sostegno reciproco. In un tempo in cui la società spinge spesso verso l’individualismo, scoprire la forza di una mano tesa nei momenti di stanchezza, di uno sguardo di incoraggiamento lungo le salite più impervie o di un passo che si adatta a quello di chi è più lento, è stato il primo grande dono del percorso.
Abbiamo toccato con mano quanto la fraternità sia il vero motore della vita cristiana.
In questo cammino, preziosissima è stata la presenza e la guida di Don Tony, parroco della SS. Annunziata che da tanti anni propone l’esperienza di Cammino a Santiago.
Con la sua costante dedizione, la sua parola di conforto e il suo esserci sempre vicino, non solo ci ha sostenuti nei momenti di maggiore stanchezza, ma è stato per tutti noi una limpida e bella testimonianza di fede. Nel suo ministero itinerante abbiamo visto l’immagine del pastore che cammina con il suo popolo e condivide le medesime fatiche.
L’Amore di Dio non è rimasto un concetto astratto, ma si è fatto carne nelle nostre giornate.
Lo abbiamo contemplato nella maestosità del creato – nei silenzi dell’alba, nei boschi immersi nella nebbia e negli orizzonti sconfinati – e lo abbiamo riconosciuto, con ancora più forza, nella bellezza delle relazioni umane costruite lungo il cammino. Ogni chilometro ci ha ricordato che non siamo soli e che la Creazione è il primo grande libro con cui il Signore ci parla.
Ad accompagnare, illuminare e custodire ogni nostra tappa è stata la Parola di Dio.
Con essa iniziavamo il cammino ogni mattina, per poi ritrovarla proclamata, a fine giornata, nella Celebrazione Eucaristica. La Santa Messa, che non è mai mancata neppure nei giorni più impegnativi, è diventata la nostra bussola. Spezzare il Pane insieme dopo aver condiviso la strada, ha dato un senso profondo a ogni goccia di sudore, trasformando la fatica fisica in offerta e rendendo la mensa eucaristica il naturale compimento del nostro camminare.
Questo Cammino ci ha fatto respirare un senso di Chiesa nuovo e profondo: una Chiesa viva, che non sta chiusa tra le quattro mura delle proprie sacrestie, ma che si mette in strada, che sa abbattere i confini tra parrocchie diverse per scoprirsi un’unica grande famiglia. È la Chiesa che sa farsi compagna di viaggio, che ascolta, accoglie e gioisce della presenza dell’altro.
Torniamo a casa con gli scarponi impolverati, il corpo affaticato ma lo spirito colmo di grazia. Santiago non è stata la fine di un viaggio, ma l’inizio di un modo nuovo di vivere la nostra comunità. Con la certezza che, finché cammineremo uniti nella Sua Parola, l’Amore di Dio continuerà a essere la luce sul nostro passo quotidiano.



