Il progetto “Abitare Insieme 2” promosso dalla Caritas Diocesana di Fermo, sostenuto con i fondi 8xmille e donazioni, interviene nell’ambito del disagio abitativo: una forma di povertà che trae origine da situazioni personali e familiari articolate e -spesso- complesse. Situazioni segnate da precarietà lavorativa, difficoltà economiche, aumento dei costi degli affitti e carenza di alloggi accessibili.
In tale contesto è stato sviluppato per il secondo anno il progetto Abitare insieme, attivato in sinergia dalla Caritas Diocesana con il supporto della Fondazione Caritas in Veritate, della cooperativa sociale Tarassaco e della rete delle Caritas parrocchiali, attraverso interventi strutturati su più livelli.
Si tratta, infatti, di un’azione nata per rispondere ad una delle fragilità sociali più complesse del territorio, che coinvolge anche gli Enti Pubblici e gli Ambiti Sociali territoriali, in una stretta collaborazione.
Il primo ambito di intervento riguarda la gestione dell’emergenza abitativa, con particolare attenzione alle situazioni più critiche e ai periodi di emergenza (come il periodo invernale). Un secondo livello è costituito dall’attivazione di percorsi di reinserimento sociale per persone in condizioni di fragilità o grave disagio abitativo, con interventi di prima e seconda accoglienza. Il terzo ambito di intervento sostiene nuclei familiari in difficoltà economica, a rischio sfratto o con difficoltà ad affrontare le spese, attraverso un fondo dedicato.
Nel corso del 2025 vi sono state numerose richieste, per un totale di 103 percorsi avviati. Sono state accolte 13 persone in prima accoglienza e 8 nella struttura di seconda accoglienza, mentre 3 famiglie hanno beneficiato di percorsi di housing; sono stati erogati 13 voucher per l’ospitalità in situazioni di emergenza e 39 persone sono state accompagnate nella ricerca attiva di un’abitazione.
Significativo è il dato relativo ai percorsi conclusi positivamente: 17 persone hanno raggiunto una condizione di autonomia abitativa, a conferma dell’efficacia di un modello di intervento integrato, orientato non solo verso risposta immediata del bisogno, ma soprattutto verso la costruzione di percorsi di responsabilizzazione e di impegno condiviso, con l’obiettivo di realizzare l’inclusione sociale ed abitativa.
In questo percorso di “rinascita” la casa è il primo tassello: un processo che ha nella casa, nel lavoro e nelle relazioni di fiducia il collante.
“La Caritas ha la responsabilità di essere parte attiva e di coinvolgere e animare la comunità – sottolinea la Direttrice della Caritas Diocesana, Barbara Moschettoni. “Questo è valido tanto più in relazione a un tema delicato come quello della casa, che coinvolge molte famiglie. La Caritas Diocesana continuerà, anche nel corso del 2026, il suo impegno per offrire risposte concrete pur nella complessità. Proprio per questo voglio ringraziare coloro che hanno contribuito mettendo a disposizione tempo e risorse dedicate. Tutta la rete Caritas è attiva per costruire un sistema a più livelli. All’inizio della Quaresima – conclude la direttrice – voglio rinnovare l’invito all’ascolto delle fragilità e l’impegno condiviso nelle nostre comunità, per offrire segni di speranza”.
