8 febbraio 2026

“Carità e Giustizia: aiutare i poveri è questione di giustizia più che di carità”

Il racconto del Convegno promosso dalla Caritas Parrocchiale di Porto Potenza Picena

27 Febbraio 2026

Domenica 8 febbraio, la Caritas parrocchiale di Porto Potenza ha organizzato nel salone dell’Oratorio Don Bosco, il Convegno  “Carità e Giustizia: aiutare i poveri è questione di Giustizia più che di Carità (Papa Leone XIV)”. Hanno partecipato all’incontro circa 80 persone.

Due le motivazioni dell’incontro: in primo luogo la necessità di sensibilizzare la comunità alle nuove povertà, rese note attraverso il report realizzato in novembre; in secondo luogo, ma non per importanza, donarsi un tempo per riflettere, come cristiani, sulle parole “Carità e Giustizia”. Questa seconda esigenza scaturisce dalla constatazione delle difficoltà che incontriamo nel declinarle nelle scelte di vita quotidiana e di tradurle in gesti concreti nei confronti dell’Altro, specialmente quello più fragile.

L’incontro è iniziato cogliendo gli input del monologo dell’attore napoletano Pasquale Palma: “Scoppiasse ‘a guerra”. Egli, usando la comicità, evidenzia come un atteggiamento ormai molto diffuso, come quello dell’indifferenza nei confronti di ciò che capita all’altro, ci conduca pian piano anche a dimenticare la nostra stessa  identità: “io, de me stesso, ch’a tengo a vedè?”.

I relatori intervenuti sono stati: Luigi Alici, filosofo e professore di filosofia morale all’Università di Macerata e già presidente Nazionale di Azione Cattolica; Rosanna Virgili, scrittrice e biblista, docente di Esegesi presso l’Istituto Teologico  marchigiano; Margherita Fermani, dottoressa in Medicina generale, medico di base a Potenza Picena e ora Assessore alle politiche sociali ed all’Istruzione nello stesso comune

Luigi Alici ha iniziato precisando come sia necessario per noi cristiani ripensare a questi due termini: Giustizia e Carità. Già il titolo della sua relazione: “Amore e Giustizia, un divorzio consensuale?” sottolineava che la parola Carità deve essere declinata come “amore”: amare significa donare ciò che è mio, non ciò che  è stato rubato agli altri. Per questo la Giustizia prende il significato di aver chiarito prima cosa è mio e cosa è tuo, oppure ciò che era mio e mi è stato rubato. Il primo passo lo deve fare sempre l’amore, perché per amore dobbiamo combattere il legalismo della giustizia e per amore dobbiamo dare voce a chi deve accedere alla giustizia. Alici cita Rosa Parks, simbolo del movimento dei diritti civili, che  il 1° Dicembre del 1955 si rifiutò di cedere il suo posto in un autobus ad un uomo bianco.

Rosanna Virgili ha iniziato la sua relazione dal titolo: “I cristiani e l’amor politico” ponendo all’assemblea alcune provocazioni su cui riflettere. Una prima provocazione è stata quella di riportare una frase del Ministro degli Esteri Israeliano che afferma che “Gaza è lo specchio della degenerazione dell’attività politica.” La seconda provocazione riguarda una affermazione di Emmanuel Told, storico francese, che attribuisce la sconfitta culturale dell’Occidente alla mancanza delle religioni intese come messaggi di fratellanza e socialità. Infine come la terra di Gaza sia diventata una terra incoltivabile per i resti umani e dei detriti della devastazione avvenuta. Nel parlare della giustizia la professoressa Virgili ci invita a considerare le azioni dei giusti della Bibbia e sottolinea come il primo giusto sia stato proprio Dio nei confronti di Caino:  il Signore salvaguarda la vita, il diritto deve salvare la vita; così come  l’azione di Dio salva la vita del popolo a cui erano stati uccisi i figli maschi. Egli ascolta il suo grido di dolore, scende e cammina in mezzo ad esso, guarda e se ne prende cura. Tutto questo non lo fa da solo ma chiama Aronne e Mosè, non agisce da leader. La vera politica non è quella dei leader, ma quella che viene dal popolo. La terra donata è  stata data in usufrutto per liberare il popolo dalla schiavitù e perché la condividesse con altri popoli. La professoressa  Virgili ci offre anche l’insegnamento di Gesù nel brano della moltiplicazione dei pani a dei pesci: anche in quel testo Gesù ascolta il bisogno del popolo che lo seguiva ed invita i discepoli a mettere insieme ciò che avevano di proprio. Pochi pani e pochi pesci. La moltiplicazione è scaturita proprio dagli apostoli che hanno messo a disposizione degli altri il poco che avevano. Questo  è  bastato a sfamare una massa. La parola è Condividere; la nostra vera ricchezza è l’umanità.

La dottoressa Margherita Fermani, infine, mettendo insieme la sua esperienza di medico di base ed il nuovo incarico di Assessore, ha evidenziato le tante povertà che incontra, condividendo ed ampliando il report della Caritas Parrocchiale.  Il suo invito è  stato alla collaborazione, ad affrontare insieme le povertà del territorio. Ha sottolineato l’emergenza della casa, della salute pubblica etc.

Come Caritas parrocchiale,  stato sottolineata l’importanza dell’incontro per aver aiutato i presenti a declinare carità e giustizia nelle prassi quotidiane; le azioni sono tre: ascoltare, mettersi accanto, camminare insieme per prendersi cura della vita. L’impegno è quello di riconvocarci per costruire una rete.

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