Il carisma vincenziano nelle Marche
I Gruppi di Volontariato Vincenziano (GVV) Marche sono gruppi di volontari che, ispirandosi al carisma di San Vincenzo de’ Paoli e di Santa Luisa de Marillac, vivono la fede attraverso il servizio concreto alle persone che si trovano in situazioni di fragilità, solitudine e difficoltà.
La loro presenza si traduce quotidianamente in ascolto, vicinanza, accompagnamento e aiuto concreto. I volontari incontrano persone e famiglie in condizioni di bisogno, cercando non soltanto di offrire un sostegno materiale, ma soprattutto di costruire relazioni fondate sull’accoglienza, sulla dignità della persona e sulla fraternità.
I Gruppi di Volontariato Vincenziano delle Marche operano attraverso diverse realtà locali, mettendo a disposizione tempo, competenze e disponibilità per rispondere alle necessità che emergono nelle comunità. Il loro servizio nasce dalla convinzione che la carità non sia semplicemente un gesto di assistenza, ma un incontro con l’altro e, attraverso l’altro, un modo concreto di vivere il Vangelo.
Due giornate per fermarsi, pregare e formarsi
Proprio per approfondire la dimensione spirituale del proprio servizio, i GVV delle Marche si ritroveranno a Villa Nazareth, Fermo, il 19 e 20 settembre 2026 per due giornate dedicate alla formazione spirituale. Cuore della due giorni sarà la visita di Sua Eccellenza Monsignor Rocco Pennacchio con la celebrazione della Santa Messa vespertina di sabato 19 alle ore 18.00.
Sarà, quello del ritiro, un tempo prezioso per fermarsi e staccare dalle attività quotidiane, condividere l’esperienza vissuta nei diversi gruppi e lasciarsi guidare dalla riflessione e dalla preghiera. Al centro dell’incontro ci sarà un tema particolarmente significativo per chi svolge un servizio di volontariato: “I vizi e le virtù del volontario vincenziano”.
Il volontariato: una chiamata al servizio
Essere volontari, infatti, significa anche interrogarsi continuamente sul modo in cui si vive il servizio. La disponibilità verso gli altri può essere autentica soltanto quando è accompagnata da un costante cammino di crescita personale e spirituale. Per questo le due giornate di Fermo saranno un’occasione per riconoscere atteggiamenti e comportamenti che possono ostacolare la carità e, nello stesso tempo, riscoprire quelle virtù che permettono di vivere il servizio con maggiore consapevolezza e fedeltà al carisma vincenziano.
Perché una carità capace di ascoltare, accogliere e accompagnare ha bisogno anche di volontari disposti a lasciarsi formare, a mettersi continuamente in discussione e a crescere nella fede e nel servizio.
