2026: ritrovata la tela del Fontana

“Gesù tra i 12 apostoli”: il patrimonio ritrovato

L’Arcidiocesi di Fermo ringrazia il Nucleo Tutela del Patrimonio di Ancona

9 Febbraio 2026

L’Arcivescovo di Fermo, Mons. Rocco Pennacchio, esprime profonda gratitudine ai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Ancona per il recupero dell’opera Gesù tra i dodici apostoli del Fontana, frutto di una complessa e meticolosa attività investigativa. Un ringraziamento particolare è rivolto al Maggiore Losciale Mattia Ivano e ai suoi uomini per la costante dedizione e l’instancabile impegno profusi nelle attività di prevenzione e recupero dei tesori d’arte del nostro territorio e più in generale del Paese.

Il ritrovamento è avvenuto nei pressi della Chiesa della Madonna del Buon Consiglio, lungo la strada Castiglionese, a Fermo. Evidentemente, la costante pressione esercitata dai militari, attraverso un capillare monitoraggio del territorio e dei canali illeciti, avrà convinto i ladri ad abbandonare l’opera in un contesto isolato.

Sulla tela, ormai restituita alla comunità, il Seminario Arcivescovile (ente proprietario) aveva investito risorse per un accurato restauro poco prima del furto. Fortunatamente, l’ottimo stato di conservazione originario ha permesso al manufatto di resistere al tempo, limitando i danni. Tuttavia, si rende oggi necessario un nuovo intervento conservativo; per facilitarne il trasporto illecito, i malviventi, avevano rimosso l’opera dal suo telaio originale, strappandola e tagliandola. Sarà dunque prioritario dotarla di un nuovo supporto e ripristinarne l’integrità.

Dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi sottolineano come la Chiesa investa costantemente energie e competenze nella tutela di un patrimonio che non è solo artistico ma riveste un significato profondamente spirituale. La bellezza artistica non è un fine a sé stessa, ma un linguaggio privilegiato per incontrare il trascendente.

“Le opere d’arte sacra sono un racconto che attraversa i secoli senza spezzarsi, anzi rinsaldandosi nel tempo” spiegano dall’Ufficio Beni Culturali. “Attraverso la Bellezza, il patrimonio artistico diventa uno strumento di evangelizzazione e contemplazione. La cura di questi beni è una sfida complessa che richiede monitoraggio costante e alta professionalità, per garantire che questa eredità di fede giunga intatta alle generazioni future”.

condividi su