I messaggi dell'Arcivescovo Pennacchio in vista del periodo estivo

Il saluto ai turisti e agli operatori del settore turistico

Nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

7 Giugno 2026

Nella Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, l’Arcivescovo di Fermo, S.E. Mons. Rocco Pennacchio, pubblica il saluto agli operatori nel settore turistico e agli ospiti delle nostre comunità.

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AGLI OPERATORI NEL SETTORE TURISTICO
Imprenditori e Maestranze del settore turistico,
Illustrissimi Amministratori pubblici e Addetti agli Uffici competenti,
Gentili Rappresentanti delle Associazioni di categoria

Prot. N.  205/2026

Carissimi
all’inizio della stagione estiva 2026 desidero rivolgere a tutti voi un sincero augurio di buon lavoro, accompagnato da un sentimento di gratitudine per il servizio che quotidianamente rendete alle nostre comunità e ai numerosi ospiti che scelgono di visitare il nostro territorio.

Quest’anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, una figura che continua ad illuminare il cammino della Chiesa e dell’intera famiglia umana con il suo messaggio di fraternità, pace e rispetto del Creato. La sua testimonianza indica ancora la via di una convivenza pacifica tra i popoli, le culture e le religioni e ci ricorda che la fraternità non è un ideale irraggiungibile, ma una possibilità concreta da costruire giorno dopo giorno.

Il territorio dell’Arcidiocesi di Fermo custodisce numerose testimonianze della presenza del Santo e della sua straordinaria fecondità spirituale. Essa ha visto sorgere e operare numerosi santi e testimoni ed è legata in modo speciale alla tradizione dei Fioretti, opera composta da Ugolino da Montegiorgio presso il convento francescano di Mogliano, preziosa eredità che ancora oggi racconta la bellezza di una vita riconciliata con Dio, con gli uomini e con il Creato.

In questo anno giubilare francescano, desidero incoraggiare ancora di più ad adottare uno stile di accoglienza sostenibile, autentico e rispettoso della dignità di ogni persona. In tal modo, il turismo diventa molto più di un settore economico, pur importante e necessario; può trasformarsi in un’esperienza di incontro autentico tra persone, culture e storie diverse. In quest’ottica, l’ospite non è soltanto un cliente e il collaboratore una risorsa economica. Le relazioni sane, corrette e rispettose che si instaurano tra imprenditori, lavoratori, amministratori, operatori e visitatori costituiscono il volto più bello della nostra terra e la migliore testimonianza della qualità della nostra accoglienza. L’Altro è un dono, un fratello e una sorella con cui condividere un tratto di strada.

Gli eventi bellici che continuano a ferire il mondo e il riaffacciarsi di ideologie fondate sulla prepotenza e sulla sopraffazione, estranee alla giustizia tra i popoli e alla fraternità dell’unica famiglia umana, ci chiedono di compiere scelte coraggiose già nella vita quotidiana. La guerra, la distruzione sistematica degli ambienti vitali ci interrogano su un rinnovato bisogno custodia del Creato, nella consapevolezza che la Terra è una casa affidata alla responsabilità di ciascuno. Per questo, ogni gesto di rispetto, ogni forma di collaborazione, ogni attenzione verso i più fragili contribuiscono a porre le basi di una nuova cultura di Pace. Solo comunità riconciliate, che sanno sostenersi vicendevolmente possono offrire un’autentica esperienza di ospitalità e contribuire alla costruzione del bene comune, e da queste attenzioni può germogliare quella che Papa Leone XIV ha definito una “pace disarmata e disarmante”, capace di raggiungere ogni creatura e ogni persona.

A tutti voi, alle vostre famiglie e alle vostre attività, giunga il mio più cordiale augurio per una stagione estiva serena e feconda di bene, nella speranza che quanti visiteranno il nostro territorio possano portare con sé non solo il ricordo delle sue bellezze, ma soprattutto l’esperienza di un’accoglienza autenticamente umana, fraterna e pacifica.

Nell’augurare a ciascuno una Buona estate e un buon lavoro, vi affido all’intercessione di Maria Assunta in Cielo, Patrona della nostra Arcidiocesi, perché discenda su di voi, sulle vostre famiglie e i vostri cari la benedizione di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

+ Rocco Pennacchio
Arcivescovo Metropolita di Fermo

Fermo, 7 giugno 2026
Domenica del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

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AGLI OSPITI DELLE NOSTRE COMUNITA’

Prot. N.  206/2026

Carissimi amici,
in qualsiasi veste, da turisti, viaggiatori o pellegrini voi possiate percorrere i nostri territori, sono lieto di darvi il più cordiale benvenuto nell’Arcidiocesi di Fermo, terra ricca di storia, fede, arte e bellezza, che nel 2026 vive con particolare gratitudine e gioia l’ottavo centenario della nascita al Cielo di San Francesco d’Assisi.

Ottocento anni ci separano dalla morte del Poverello, ma la sua testimonianza continua a parlare con sorprendente attualità al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo. Il territorio dell’Arcidiocesi di Fermo conserva numerose tracce del suo passaggio e della sua presenza spirituale: conventi, chiese, tradizioni, racconti e luoghi che custodiscono la memoria viva dell’incontro tra San Francesco e le nostre comunità.

Questa terra è stata inoltre fecondata dalla presenza di numerosi santi e beati francescani che, sulle orme del Santo di Assisi, hanno testimoniato il Vangelo con la semplicità della vita, la carità verso i poveri e l’annuncio della pace. Qui affonda le sue radici anche una delle opere letterarie più amate della spiritualità francescana: i Fioretti di San Francesco, raccolti da fra Ugolino da Montegiorgio presso il convento francescano di Mogliano, preziosa eredità spirituale che continua a illuminare il cammino di tanti credenti e uomini di buona volontà.

A tutti voi che visitate queste terre desidero rivolgere un invito: lasciatevi ispirare dallo sguardo di San Francesco. Contemplate la bellezza del Creato con rispetto e gratitudine; adottate uno stile di viaggio e di vita sobrio e sostenibile, capace di custodire l’ambiente come dono affidato alla responsabilità di ciascuno. Ogni luogo che incontrerete, ogni paesaggio, ogni borgo, ogni persona è parte di quella fraternità universale che Francesco riconosceva come riflesso dell’amore del Creatore.

In un tempo segnato da guerre, divisioni e dalla tentazione di far prevalere logiche di prepotenza e di sopraffazione, estranee alla giustizia tra i popoli e alla fraternità dell’unica famiglia umana, risuona con particolare forza e urgenza ogni appello alla pace. Faccio mio l’auspicio indicato da Papa Leone XIV di essere uomini e donne capaci di costruire una «pace disarmata e disarmante», fondata sul dialogo, sul rispetto reciproco e sulla dignità di ogni persona.

San Francesco, dopo ottocento anni, continua a essere un faro che illumina la via della convivenza pacifica tra i popoli, le culture e le religioni. Il suo messaggio di fraternità universale ci ricorda che nessuno si salva da solo e che il futuro dell’umanità si costruisce nell’incontro, nell’ascolto e nella cura reciproca.

Vi auguro che il vostro soggiorno nell’Arcidiocesi di Fermo sia occasione di scoperta, di serenità e di arricchimento umano e spirituale. Possiate portare con voi, al termine del viaggio, qualcosa della gioia, della semplicità e della pace che San Francesco continua a donare a chi si mette in cammino sulle sue orme.

Con grato affetto vi affido nella preghiera alla Vergine Assunta in Cielo, patrona della nostra Arcidiocesi, affinché discenda su di voi, sulle vostre famiglie e i vostri cari la benedizione di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

+ Rocco Pennacchio
Arcivescovo Metropolita di Fermo

Fermo, 7 giugno 2026
Domenica del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

 

 

 

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