dal 30 luglio al 2 agosto, il convegno nazionale delle Presidenze diocesane di ACI

Orizzonti Mediterranei

L'Azione Cattolica di Fermo a Bari tra dialogo, speranza e corresponsabilità

11 Agosto 2026

Si è concluso il Convegno Nazionale delle Presidenze Diocesane e degli Incaricati Regionali dell’Azione Cattolica Italiana, tenutosi a Bari dal 30 luglio al 2 agosto. Un appuntamento di grazia e di profonda riflessione a cui anche la nostra associazione diocesana ha preso parte con una sua delegazione.

A rendere ancora più preziosa la presenza fermana è stata la partecipazione del nostro Arcivescovo, S.E. Mons. Rocco Pennacchio, che ha condiviso con noi le giornate di lavoro e la vita fraterna, mettendo la sua esperienza a servizio dell’associazione e presiedendo uno dei gruppi di lavoro sinodali.

 

Un mare che unisce: la complessità come sfida per crescere
Il tema del convegno, “Orizzonti Mediterranei”, ha guidato i lavori verso una lettura rinnovata e profetica del nostro tempo. L’Azione Cattolica nazionale ha offerto alle associazioni locali un’occasione fondamentale per fermarsi a pensare su cosa rappresenti oggi il Mediterraneo, non solo come spazio geografico, ma come luogo teologico, culturale e umano.

Il Mediterraneo ci si è rivelato per ciò che è veramente: un mare chiuso, sì, ma proprio per questo capace di abbracciare e accomunare popoli apparentemente diversi eppure incredibilmente simili, legati da radici e destini intrecciati. L’invito forte emerso a Bari è stato quello di non considerare il mare come un confine insuperabile o una barriera di divisione, bensì come uno spazio di convivialità e di dialogo fecondo.

In questo senso, il Mediterraneo diventa un vero e proprio stile di vita: lo stile di chi non si ritrae spaventato di fronte alle diversità, ma accetta la complessità come una sfida per crescere, mettendosi in ascolto e costruendo ponti dove altri vedono ostacoli.

 

Una Chiesa che interroga e smuove le coscienze
Orizzonti Mediterranei è stato molto più di un convegno: è stato un cantiere di riscoperta. Abbiamo sperimentato il valore della partecipazione condivisa, la bellezza della preghiera corale ed ecumenica e la concretezza della carità evangelica.

Nei giorni baresi si è mostrato il volto più bello dell’Azione Cattolica: quello di un’associazione viva, che non si adagia sul “si è sempre fatto così”, ma continua a interrogarsi, a smuovere le coscienze, a provocare e stimolare riflessione, confronto e dibattito pubblico.

Come ha ricordato il Presidente Nazionale Giuseppe Notarstefano a conclusione dell’evento:
«A Bari l’Azione Cattolica ha mostrato la sua natura di laboratorio di convivialità delle differenze. La nostra forma associativa — capace di mettere insieme bambini, giovani, adulti e territori diversi — si pone al servizio della costruzione della città comune, che oggi deve definirsi sempre più attraverso l’ascolto, il dialogo e la capacità di accogliere. Viviamo un tempo di polarizzazioni, ma noi dell’Ac non ci arrendiamo e diciamo che la pace è possibile: significa essere credenti immersi nella storia per abitarla come forza generativa.»

Significativo anche il richiamo del Cardinale Matteo Zuppi, intervenuto durante i lavori:
«Solo un cuore disarmato sfugge alla logica del riarmo. È stolto pensare “se vuoi la pace prepara la guerra”: la pace si costruisce solo sul dialogo e sulla fraternità.»

 

L’accoglienza di Bari e la lezione di fraternità
Un capitolo a parte merita la straordinaria città di Bari, che ci ha fatto sentire a casa fin dal primo istante. Con la sua innata vocazione all’accoglienza, la comunità barese ci ha letteralmente coccolati, contribuendo come parte attiva e viva alla nostra riflessione.

Un grazie va anche all’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Giuseppe Satriano, che ha vissuto intensamente con noi tutti e quattro i giorni del convegno, facendosi compagno di viaggio e accogliendoci con parole che ci porteremo dentro per molto tempo:

«Il miracolo più grande, infatti, non è cambiare il mondo in un giorno. In un giorno si può solo distruggere, non costruire. Il vero miracolo è permettere a Dio di cambiare il nostro cuore, perché attraverso di noi il mondo ritrovi un poco di fiducia, di fraternità e di pace.»

 

Ripartire con passo sinodale
Forte dell’esperienza vissuta nei gruppi sinodali e del confronto con le delegazioni giunte da ogni angolo d’Italia, siamo tornati a casa con lo sguardo allargato e il cuore pieno di speranza.

Il cammino tracciato a Bari indica la strada per il nuovo anno associativo e pastorale: continuare a coltivare questo “stile mediterraneo” nelle nostre comunità e parrocchie, essere sentinelle di pace e testimoni di una Chiesa estroversa, capace di abitare le complessità del mondo contemporaneo con la forza della fraternità.

 

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