Il 19 febbraio 2026 ha fatto ritorno alla Casa del Padre padre Ilario Trobbiani, missionario PIME nelle Filippine.
P. Ilario era nato a Corridonia (MC) l’11 luglio 1933 ed ha iniziato il suo percorso di studi nel seminario di Fermo.
Vorremmo qui ricordarne la figura di sacerdote e missionario con le parole di P. Stefano Camerlengo, Missionario della Consolata, anche lui originario di Corridonia.
Dianra Village, 21 febbraio 2026
Carissimo Don Fabio, carissimi tutti della famiglia di padre Ilario, carissimi parrocchiani della nostra Parrocchia di San Pietro, Paolo e Donato a Corridonia, carissimi cittadini e amici tutti, dalla Costa d’Avorio vorrei essere presente alla Santa Messa per padre Ilario con le mie preghiere e questo piccolo scritto che vuole umilmente ricordare un nostro cittadino missionario in terre lontane che ha portato il nome della nostra cara Parrocchia e del nostro caro paese con dignità nel mondo.
La notizia della morte di padre Ilario mi addolora moltissimo.
Ho avuto la grazia di conoscerlo e d’incontrarlo in diverse occasioni, anche se ultimamente c’eravamo persi un pochino di vista. Lo ricordo come un grande uomo, molto saggio e un vero missionario testimone. Mi ha sempre riscaldato il cuore trovarlo, dialogare con lui, ma anche sentire parlare di lui dai suoi confratelli che ho incontrato in diverse missioni nel mondo. E’ stato sempre un motivo d’orgoglio pensare ad un missionario come lui, amato, stimato dai confratelli, costruttore di comunione nelle diverse comunità in cui ha vissuto.
In un momento come questo, solo il silenzio, le lacrime e la preghiera sono gli atteggiamenti più consoni per vivere questo dolore con fede, adorando la volontà di Dio. In realtà, le lacrime sono una forma silenziosa di preghiera. Sant’Agostino sosteneva che «in situazioni di dolore, la preghiera più bella è la preghiera fatta con poche parole e con le lacrime di amore!”. Insieme, vogliamo pregare non per padre Ilario, ma con Padre Ilario. Preghiamo per poter ricevere la grazia di imitare le sue virtù umane, cristiane e missionarie e perché il suo seme porti frutto.
L’apostolo Paolo dice: «Sappiamo che, quando finirà la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, ma eterna» (2Cor 5,1). La tenda di P. Ilario si è consumata, con molti anni in missione. La sua vita tra noi ha concluso il suo percorso. Noi lo pensiamo ora nella dimora di Dio, «accanto a lui» come ha detto S. Paolo, accanto a quel Gesù che lui ha tanto amato, servito, annunciato e celebrato. Noi riconsegniamo a Dio questo nostro fratello e amico, consegniamo a Dio il bene che ha fatto nei suoi tanti anni, ricordando le sue virtù, come vuole Dio. Ancora San Paolo ci ricorda: “E’ giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona che il Signore, mi consegnerà” (2Tim. 4,7-9). Questo nostro fratello, amico, missionario, ha lavorato, ha servito, ha combattuto. Ringraziamo Dio per la missione compiuta.
Mi tolgo i sandali per entrare brevemente nella terra sacra della vita di Padre Ilario.
A lui non piacevano le lodi o le incensate. Ma qualche virtù dobbiamo presentarla perché è stato un buon missionario, impegnato, che ha saputo “catturare” con la sua grande fede ed fedeltà tanta gente, portandola o riportandola a Dio.
Padre Ilario è stato missionario nelle Filippine per tanti anni assumendo diverse responsabilità di parrocchie ed anche incarichi importanti nel suo Istituto, i Missionari del PIME, dando sempre il meglio in ogni occasione. Provo a dare qualche pennellata sulla sua persona per come la ricordo, per come me ne hanno parlato i suoi confratelli e conoscenti, per il bene che ha fatto.
- una persona buona, serena: Attento a tutti. Sapeva accogliere tutti con disponibilità, simpatia e spirito di servizio.
- un uomo di comunione, riconciliatore, sincero e trasparente e questo non solo per carattere o personalità, ma come frutto di una profonda spiritualità missionaria.
- uomo di preghiera, fedele alla meditazione e lettura spirituale. Era di esempio per tutti.
- missionario innamorato della sua missione. Ha fatto di tutto per poter andare in missione e ci è riuscito. Amava la gente. Amava le Filippine, nonostante le difficoltà e i problemi di quella bella nazione.
MISSIONARIO AUTENTICO: carissimo Ilario, con questo breve scritto vorrei ringraziarti per tutto il bene che hai seminato nel cuore di molti e in terra di missione. Non tutti conoscono i tuoi sacrifici o le croci che hai portato. Non tutti sanno degli ostacoli o pericoli che hai superato. Tutto il bene che hai fatto è scritto nel cuore di Dio e della gente che hai amato. Ma tutti sappiamo che sei stato un missionario di fede. Dio un giorno ti chiamò e ti disse:
“Seguimi”: lo hai seguito e amato nella realizzazione della tua vocazione.
“Lascia la tua patria, la tua casa, la tua famiglia e vai verso la terra che ti mostrerò”. Lo hai fatto.
“Predica la parola di Dio”: hai predicato con servizio nascosto, umiltà e fede.
“Rimani con me”. Sei rimasto, perseverando e amando la Sua missione. Dio è contento per il bene che hai fatto con la tua consacrazione missionaria e la tua buona volontà.
“Una persona tende a morire come è vissuta. Se la mia vita è stata un cammino con il Signore, il Signore stesso ci aspetta a braccia aperte per continuare a vivere con Lui. Allora, diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà. La nostra vita è fatta di tempo e il tempo è dono di Dio. Pertanto, occorre impegnarlo in azioni buone e fruttuose”. (Papa Francesco)
Concludendo: Cosa ci direbbe Padre Ilario oggi? Ci direbbe solamente: “Amate la missione tra i più bisognosi e amate Dio. Chi ama la missione è amico di Dio!”. Vale la pena donare e consumare la vita per il bene degli altri, particolarmente dei più bisognosi.
Preghiamo che il suo essere seme che muore porti molti frutti di bene a tutti noi che restiamo e che nel nostro paese di Corridonia possano crescere e maturare altre vocazioni missionarie.
Un grazie di cuore a tutta la famiglia, parenti e amici tutti di padre Ilario. Siate orgogliosi di lui. Grazie per averlo accompagnato e sostenuto nella sua vita missionaria. Un grazie al nostro parroco don Fabio e a tutti i sacerdoti della nostra Parrocchia, un grazie a tutta la comunità di Corridonia.
Fraternamente uniti, buon cammino di quaresima a tutti e a ciascuno!
padre Stefano Camerlengo
