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Riceviamo e pubblichiamo

Aiutare la famiglia: meno tasse per i lavoratori ed i pensionati

è lo slogan della proposta di riforma fiscale della CISL, in questo momento di crisi finanziaria, economica, ed anche valoriale

Per approfondire la proposta, dice Marco Ferracuti, segretario Cisl, è necessario partire da qualche dato provinciale. Ad ottobre 2009 si registrano 14.309 lavoratori in Cig ordinaria (pari a 1.394.662 ore cioè il 299% in più rispetto all’ottobre 2008) e 1398 in Cig straordinaria (pari a 1.349.003 ore cioè il 181% in più rispetto all’ottobre 2008). Questi due dati sono sufficienti per capire, nell’immediato, la necessità di ammortizzatori sociali ed in prospettiva tempestiva una riforma del sistema fiscale che contrasti l’evasione fiscale ed aiuti la famiglia per una vita dignitosa.
Le proposte sono estremamente semplici: 1) ridurre l’imposta sul reddito personale per incrementare salario e pensioni e rilanciare i consumi (pensare ad un nuovo stile di vita), con la diminuzione delle aliquote e l’aumento delle detrazioni per i lavoratori dipendenti e i pensionati. Basti pensare che essi rappresentano l’86% dei dichiaranti e il 90% dei redditi dichiarati. 2) Sostenere la famiglia con il Nuovo Assegno Familiare, uno strumento universale, più semplice, trasparente anche a favore degli incapienti. Il nuovo assegno dovrà essere disegnato in base al reddito familiare e all’ampiezza della famigli e darebbe un sostegno maggiore rispetto ai livelli attuali. 3)Rendere strutturale e migliorare la detassazione dei premi erogati tramite contratti collettivi aziendali o territoriali. 4) Attuare un’incisiva lotta all’evasione fiscale ripristinando la tracciabilità dei pagamenti ed introducendo un sistema di contrasto di interessi che riduca la convenienza ad accordi collusivi tra venditori di beni e servizi e compratori e concedendo al compratore la possibilità di detrarre una parte rilevante delle spese sostenute dalla dichiarazione dei redditi. 5) Alleviare il peso fiscale sulle imprese più meritevoli che investono e non riducono la base occupazionale. 6) Spostare il peso del fisco sui patrimoni e sulle rendite finanziarie. Oggi l’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie è pari al 12,50% contro l’aliquota sugli interessi dei depositi bancari che è pari al 27%, pur sapendo che, tradizionalmente, questi sono fonte di risparmio dei meno abbienti.
Per questo la Cisl chiede un nuovo “Patto fiscale” con le parti economiche e sociali.
 

 

Piergiorgio Gualtieri

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