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In ascolto dei Sindaci
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Nell'ambito del cammino sinodale che vede la Chiesa impegnata a 360° nell'ascolto, Sabato 9 Aprile si è svolto un importante incontro in cui l'Arcivescovo e alcuni Uffici Pastorali hanno incontrato i nostri amministratori locali

L’Ufficio della Pastorale del Sociale e del Lavoro della Diocesi di Fermo, unitamente a Caritas, progetto Policoro, all’Ufficio Diocesano di Educazione, Scuola ed Università ed Acli, accogliendo la volontà del Vescovo di un “ascolto sinodale” dei Sindaci della Diocesi, ha promosso l’incontro che si è tenuto Sabato 9 Aprile 2022 presso i locali dell’ Istituto Teologico a Fermo.

Persone presenti all’ascolto: Il Vescovo Mons. Rocco Pennacchio, Barbara Moschettoni Presidente della Caritas diocesana, Luca Girotti, Direttore dell’Ufficio Diocesano di Educazione, Scuola ed Università, Marco Malaccari e Beatrice Ciavarella, animatori del progetto Policoro, Don Cristan Bulai, assistente delle Acli, Anna Rossi Direttore dell’Ufficio della Pastorale del Lavoro e del Sociale.

Sono intervenuti venti Sindaci appartenenti a tutte e tre le provincie che la Diocesi abbraccia.

A tutti i sindaci è stato posto nella lettera di invito, il quesito su cui esprimersi durante l’incontro di ascolto sinodale, e cioè:

 In che modo la Chiesa può accompagnare la vita delle vostre comunità locali?

Si è chiesto loro di rispondere come figure istituzionali a servizio dei cittadini che a loro si rivolgono per presentare i propri bisogni e le loro attese.

All’apertura dell’incontro si è accennato alla storia di collaborazione tra l’Ufficio della Pastorale del Sociale e del Lavoro e le Amministrazioni, partendo dalle diverse occasioni di lettura ed approfondimento  della realtà socio/economica/valoriale delle comunità, avvenute dal 2009, anno della fondazione dell’Ufficio, fino al 2014 circa. In seguito, l’approfondirsi della crisi soprattutto occupazionale, il Papa, la Chiesa tutta, hanno chiesto agli Uffici di Pastorale del Lavoro e del Sociale, di essere più operativi, di camminare insieme alle persone nelle nostre comunità unendo all’ascolto di esse, gesti concreti. Questa è stata la “ratio” che ha visto nascere anche nella nostra Diocesi il progetto Policoro, che si è realizzato insieme a Caritas ed alla Pastorale Giovanile. Sempre in linea con questo nuovo orientamento sono avvenuti, unitamente alla Caritas diocesana, la visita ai Sindaci delle aree del terremoto per conoscerne i bisogni, la mappatura degli stessi e l’avvio di alcuni progetti  che ancora continuano. Infine, durante il 2021, nel percorso  in preparazione alla Settimana Sociale di Taranto, ci siamo rivolti agli Amministratori per individuare delle buone pratiche in favore delle comunità, già avviati o da avviare.

Si sono portati a conoscenza i progetti presenti nella Diocesi (progetti di inserimento al lavoro di Caritas e Policoro, il progetto per il disagio abitativo, la presenza di una cooperativa,”Il Tarassaco” braccio operativo di Caritas che si interessa del recupero  di terre abbandonate e del reinserimento al lavoro di persone con disagio sociale), con l’intento di  evidenziare strumenti che già esistono per creare alleanze ed avviare processi di collaborazione con le Amministrazioni locali.

Il Vescovo nel suo intervento di apertura ha sottolineato come Chiesa ed Amministratori  condividono le stesse situazioni di gioia e di dolore dei cittadini e che il punto di vista dei Sindaci è un punto di vista privilegiato perché hanno una visione precisa di come si muovono gli uomini e le donne  della nostra Diocesi, anche in considerazioni che alla Diocesi di Fermo appartengono Comuni di tre province. Sottolinea che la Chiesa non è chiamata a risolvere problemi derivanti dalla crisi economica, sociale ed occupazionale, ma con le proprie forze dà dei segnali con matrice cristiana attraverso la promozione umana.

Nel secondo momento i Sindaci sono stati divisi in piccoli gruppi nelle aule messe gentilmente a disposizione dall’Istituto Teologico, ed è iniziato il vero e proprio ascolto sinodale: si sono espressi  circa la domanda loro proposta già nell’invito,  introdotta  però da una domanda che il Vescovo ha voluto porre direttamente: “Come state, come vi sentite a livello personale, in un tempo così difficile, nel vostro ruolo istituzionale?”  Ciò perché è importante capire, percepire le fatiche e le gioie delle persone che vivono e servono in prima linea le nostre comunità e quale supporto possiamo loro dare. Per l’ascolto si è dato un tempo di 45 minuti e le  riflessioni e considerazioni dei sindaci  sono state tutte raccolte e ne sarà fatta una lettura  approfondita che verrà restituita.

Il terzo momento dell’incontro sinodale si è realizzato in assemblea dove è stata riportata una sintesi delle riflessioni/considerazioni e proposte raccolte nei laboratori. Emerge la fatica, anche psicologica, di essere Amministratore in questo tempo in cui alla crisi economica, già pesante per la perdita del lavoro di tanti concittadini, si è aggiunta una crisi sanitaria lunga e dolorosa ed ora anche la guerra che interroga la capacità di accoglienza delle nostre comunità. In questi anni si lavora sempre sull’emergenza. Ma la situazione più grave è data dal fatto che, soprattutto con il Covid, nelle comunità si sono aggravate ed inasprite contraddizioni, divisioni, fazioni ed individualismi. E’ saltato il senso di appartenenza ad una comunità e l’interesse per il bene comune. I Sindaci hanno anche denunciato il fatto che la Chiesa non è stata in grado di camminare con la rivoluzione attuale, ha rinunciato al suo ruolo sociale ed anche a quello educativo. C’è la pressante richiesta alla Chiesa di tornare a vivere la vita delle persone, di essere vicina ai loro disagi  e di accompagnarle in processi di comunione e condivisione, di educare ai valori di solidarietà. Emerge anche l’esigenza di mettere a disposizione delle comunità i beni immobili della Chiesa, anche realizzando progetti comuni che rispondano a bisogni pastorali.

Il Vescovo ringrazia soprattutto i presenti per essersi messi in gioco personalmente, ha ribadito che è stato interessante l’esserci visti ed aver rinsaldato i rapporti. E’ un format da riprendere confrontandoci insieme anche su temi proposti dai Sindaci. Sottolinea che stiamo vivendo un cambiamento di epoca  che anche la Chiesa fatica a seguire. I sacerdoti sono sempre in minor numero, si sta lavorando per formare dei laici esperti e corresponsabili e per la formazione ad una fede più consapevole delle “Cose di Dio”, più che di ritualità. La Chiesa investirà nella formazione di laici nella consapevolezza che le comunità cristiane, pur salvaguardando la propria identità, devono essere più inclusive e ampie. Le stesse tensioni che sono nella comunità ecclesiale sono nella società civile e si riversano su di essa. Dobbiamo lavorare insieme per aiutare le persone ad uscire dalla crisi del Covid.

 

Anna Rossi

Direttore Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro

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