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Lo Sport come strumento educativo

a Morrovalle si è svolto un importante convegno, primo evento ufficiale delle celebrazioni previste per il 450° anniversario del Miracolo Eucaristico

Lo Sport come strumento educativo - 1Questo è stato il titolo del convegno che si è svolto Sabato 6 Febbraio nel bocciodromo di Morrovalle, luogo di sport e ponte tra la parte alta e la parte bassa della città, promosso dalle parrocchie della città e dall’amministrazione comunale come primo evento ufficiale in questo anno che celebra il 450° anniversario del miracolo eucaristico. Tale evento è stato voluto come momento di unità per tutte le società sportive, numerose e di vario genere, presenti nella città, e come spazio di riflessione per riscoprire il primario valore educativo dell’attività sportiva. Il convegno si è svolto con l’abile regia del moderatore Francesco Fioretti, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale dello sport, del turismo e del tempo libero.

All’inizio il sindaco Francesco Acquaroli ha rivolto un saluto a tutti i partecipanti, ed un forte invito a tutte le società sportive a camminare sempre più in unità, in cooperazione e a focalizzare con sempre più chiarezza la finalità educativa del loro esistere.

Lo Sport come strumento educativo - 2Il sottoscritto ha poi ricordato il contesto in cui avviene questo convegno ed il senso. E’ il primo passo che muovono insieme comunità parrocchiali ed amministrazione comunale per cogliere la ricchezza anche culturale, sociale di questo evento che, dal 1560, ha segnato la storia di questo territorio. Non a caso questo primo passo raccoglie l’appello che Papa Benedetto e i vescovi italiani hanno lanciato a tutte le comunità ecclesiali e all’intera società italiana: l’urgenza o emergenza educativa. Insieme vogliamo ricordarci e ricordare a tutti che il primo scopo dello sport è l’educazione e la crescita armonica della persona. In secondo luogo questo è un primo passo che pone al centro dell’attenzione di tutte le istituzioni e delle società sportive le nuove generazioni, i fanciulli, i ragazzi, gli adolescenti ed i giovani. Non è da poco, in questo tempo di crisi etica, culturale ed economica, ribadire tutti insieme che il primo investimento, a tutti i livelli, è per l’educazione delle nuove generazioni. Dall’Eucaristia viene una forte spinta missionaria, all’evangelizzazione e all’educazione.

Lo Sport come strumento educativo - 3A don Mario Lusek, direttore dell’ufficio nazionale della CEI per la pastorale dello sport, del turismo e del tempo libero, è stato chiesto: che cosa c’entra la Chiesa con lo sport? Egli ci ha ricordato che la comunità cristiana è là dove l’uomo vive, non è estranea a tutto ciò che di vero, importante fa parte dell’esistenza umana. Inoltre ci ha ricordato il significato antropologico e spirituale dell’attività sportiva. L’uomo, come ci ricordava nella prima metà del XX sec. Huizinga, è homo ludens, è pienamente se stesso quando gioca. Non fa crescere e non rende felice l’uomo solo ciò che è utile, ma egli si realizza nella dimensione della gratuità. E’ l’ “inutile” che ci permette poi di vivere nella libertà il rapporto con l’utile. Nell’incontro con il divino scattano dinamiche e ritualità analoghe agli atteggiamenti ludici. La dimensione di impegno e di disciplina insita nello sport richiama sicuramente l’ascesi cristiana, tanto è vero che l’apostolo Paolo, per presentare il senso della vita cristiana, più volte è ricorso ad immagini tratte dallo sport.

Il dott. Andrea Cardinaletti, presidente del credito sportivo, ci ha ricordato soprattutto due principi fondamentali. Il primo è la speranza. Siamo in un contesto di crisi ma l’invito forte è a guardare avanti. Chi intraprende un’attività, anche sportiva, oggi, deve con speranza sporgersi in avanti, avere un sogno per il futuro e già pensare a come saremo tra cinquant’anni. Chi fa sport può osare tanto se lo sport rimane di tutti e per tutti. Lo sport è anche delle e per le persone diversamente abili, esso è anche delle e per le persone straniere che ormai stabilmente vivono nelle nostre città.

Lo Sport come strumento educativo - 4Giovanna Trillini, campionessa di scherma, la donna “più titolata” in Italia, la campionessa che ha conquistato più trofei e medaglie, ci ha ricordato, a partire dalla sua vita di oggi di sposa, madre di due figli e sportiva, come lo sport sia lo strumento per educare con il sorriso e come lei ha iniziato da bambina con un allenatore che voleva contribuire a rendere i bambini a lui affidati “campioni nello sport e nella vita”.

 

Gradito è stato il saluto rivoltoci da Sara Giannini, cittadina di Morrovalle e consigliere regionale che ha ripreso un invito già accennato da d.Mario e che la CEI sta estendendo alla Chiesa e alla società italiana: l’invito a tutte le istituzioni a stringere specifiche alleanze educative per far fronte insieme a questa che è la principale missione per l’uomo oggi.

Con questo che è l’augurio che Papa Benedetto ha inviato alla nazionale italiana che parteciperà alle olimpiadi invernali a Vancouver e che noi abbiamo rivolto alle società sportive della città ci siamo lasciati: che possiamo come adulti formare una nuova generazione di campioni nello sport, ma soprattutto nella vita

 

                                                                                                                          d. Giordano Trapasso  

 

 

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