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L'Arcivescovo scrive ai turisti e agli operatori del settore turistico
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Pubblichiamo il testo dei tradizionali messaggi che l'Arcivescovo invia ogni anno all'inizio della stagione estiva

A coloro che sono ospiti delle nostre comunità

e a quanti visitano il nostro territorio

 

 

 

Prot. N.  209/2024

 

Carissimi!

 

Benvenuti nella nostra terra!

 

        La ricchezza dell’incontro con voi e con le vostre famiglie, attraverso le comunità dei paesi e delle città del nostro territorio, le parrocchie, i santuari, i monasteri e i conventi, sia il valore più importante di questo tempo di riposo e di tempo libero dalle fatiche e dagli affanni che possono abitare la nostra quotidianità.

 

        Mare, montagna, collina, storia, cultura, feste patronali, tradizioni religiose e civili, rappresentazioni storiche, cammini, enogastronomia, rete museale, teatro, eventi culturali e sportivi, sono solo alcune “parole chiave” che aprono un ventaglio di esperienze da vivere nei luoghi che vi ospiteranno e visiterete.

 

        Questi luoghi sono abitati da volti.

        Si, i volti! Sono essi la massima espressione della nostra umanità quando i nostri sguardi si incontrano. Ci esortano vicendevolmente ad entrare in relazione attraverso i nostri sentimenti più profondi e i pensieri più alti. Tutto ciò è un grande dono reciproco che non ha un prezzo ma ha un valore inestimabile.

 

        L’accoglienza ha sempre una bi-direzionalità, tra chi accoglie e chi è accolto; si sviluppa a partire da una disponibilità ed una richiesta; si finalizza nella soddisfazione reciproca di un’attesa; si completa con l’inversione dei ruoli in cui chi accoglie si sente accolto, chi è accolto desidera accogliere; ciascuno se ne ritorna con un ricco dono di umanità per il quale percepisce un profondo senso di gratitudine.

 

        Questo atteggiamento può essere la risposta alle preoccupazioni che ci assillano, alla crescente sensazione di disagio e di instabilità che perviene da ciò che ci circonda e che sembra assediare il nostro vivere quotidiano. Siamo fortemente preoccupati per le situazioni che viviamo in prima persona e per le notizie che ci giungono da tante parti del mondo in cui vediamo prevalere dolore, sofferenze e sconforto. Tutto ciò richiede un’inversione di atteggiamento.

 

        Ci chiede di provare a cambiare il mondo a partire dalle nostre possibilità e dalle nostre prassi proprio attraverso una “riconoscenza” che sa ri-conoscere l’incontro con l’altro come un dono di cui non abbiamo alcun merito da rivendicare. La relazione autentica con l’altro è la migliore premessa per diventare artigiani di pace.

 

        Le tante bellezze e bontà della nostra terra sono bellezze e bontà che ritroviamo proprio nella vita e nei volti delle persone che la abitano.

 

        Come ogni anno, vi invito allora alla scoperta delle “parole chiave” della nostra terra con la prospettiva di incontrare i volti delle “persone chiave” che incarnano le tradizioni culturali e religiose, le iniziative e gli eventi, i luoghi della Festa e dello Spirito.

 

        Con affetto ed amicizia vi affido nella preghiera alla Vergine Assunta in Cielo, patrona della nostra Arcidiocesi, perché discenda su di voi, sulle vostre famiglie e i vostri cari la benedizione di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

 

Fermo, 2 giugno 2024

Solennità del Corpus Domini

                                                                                                         

+ Rocco Pennacchio   

Arcivescovo Metropolita di Fermo

Scarica il messaggio in formato PDF

 

 

AGLI OPERATORI NEL SETTORE TURISTICO

Agli Imprenditori, alle Maestranze

Agli Amministratori pubblici competenti

Agli Addetti negli Uffici pubblici preposti

Alle Associazioni di categoria

 

Prot. N.  208/2024

 

Carissimi,

 

immagino che questo mio pensiero vi trovi ciascuno immerso nei preparativi per la prossima stagione estiva per accogliere le tante persone che trascorreranno il loro tempo di ferie nella nostra terra. Tutta l’Arcidiocesi di Fermo accompagna il vostro prezioso operato che contribuisce a dare un valore concreto al profondo senso di ospitalità che contraddistingue la nostra gente.

 

Come già ricordavo lo scorso anno: “quella che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca. Siamo, dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali; costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, di relazionarsi, di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di comprendere e di vivere la fede e la scienza” […] “Capita spesso di vivere il cambiamento limitandosi a indossare un nuovo vestito, e poi rimanere in realtà come si era prima” (Papa Francesco)

 

Tale differenza di significato necessita di un processo di consapevolezza non breve a cui noi tutti non siamo abituati perché questo nostro tempo ci ha richiesto sempre più di essere performanti, abili e competenti nell’approntare la programmazione, veloci e precisi nell’applicare le procedure, scaltri e coraggiosi nel raggiungere gli obiettivi. Tutto ciò non rappresenta un ostacolo a comprendere e favorire questo cambiamento a patto di non trascurare l’attenzione imprescindibile al senso più profondo di essere “umani”. Il fattore “umanità” che ci unisce come un’unica famiglia su questo pianeta ci ricorda che l’altro è nostro fratello e che tutti siamo figli. Come tali dobbiamo tenere in massimo conto l’antica regola aurea che dice: “comportati con gli altri come vorresti che gli altri si comportassero con te!”

Le vicende globali a cui assistiamo oggi, o perlomeno la narrazione che ce ne perviene dai media, potrebbero farci ritenere la regola aurea infondata e illusoria. Tuttavia un’attenta e saggia azione di discernimento sulla nostra storia, anche recente, ci conduce ad affermare che nessuno si salva da solo e che l’altro non può essere ridotto ad una “risorsa” nel significato finanziario-economico.

Propongo invece di giocare proprio sul significato originario del termine in cui, dal latino resurgere (risorgere), attraverso il francese ressource arriviamo a quel mezzo che permette di rialzarsi in una situazione di difficoltà, quindi di risorgere.

 

 

In senso più archetipico, la risorsa si riferisce alle ricchezze della terra che tornano alla luce - in particolar modo, all’acqua: una sorgente riporta in superficie la pioggia penetrata nelle falde sotterranee, la fa risorgere. Dalla cultura classica antica (Ade/Plutone) alla letteratura moderna (il popolo sepolto dei metalli in Baudelaire) fino alla stessa fede cristiana emerge il pensiero e la percezione profonda che la risorsa è un Tesoro ri-trovato.

 

Mi sembra di poter proporre, allora, di essere ognuno risorsa dell’altro in una reciprocità che va inserita nella necessaria organizzazione delle azioni quotidiane. Sentirsi “reciproci” è un orientamento utile a contrastare quel “rischio di conflittualità e di sospetto che si estende dal comportamento e dall’esistenza individuale fino ai rapporti internazionali e alle relazioni tra i popoli; quasi fosse un nuovo virus nell’anima che ha il potere di condizionare il destino dell’umanità” di cui parlavo lo scorso anno.

 

Sottolineo ancora come l’arte dell’accoglienza e dell’ospitalità, la valorizzazione del territorio e delle comunità, la capacità di cogliere i bisogni e i desideri per offrire un tempo di riposo diano la possibilità di rasserenare e pacificare l’anima e lo spirito. Ed ancora, l’incontro tra persone di diversa provenienza e cultura, sia tra gli ospiti che tra gli addetti del settore, sono una palestra di integrazione, di rispetto dei diritti e di educazione ai doveri.

 

Tutto ciò ci rende comune una strada che possiamo e vogliamo percorrere insieme per sostenerci vicendevolmente come una “risorsa” reciproca che sia Tesoro ri-trovato.

 

Affidiamoci all’intercessione di Maria Assunta in Cielo, Patrona della nostra Arcidiocesi, per incontrare su questa strada un sentimento che ci faccia ardere il cuore.

 

Scenda su di voi e sulle vostre famiglie la benedizione di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

 

Fermo, 2 giugno 2024

Solennità del Corpus Domini

 

+ Rocco Pennacchio   

Arcivescovo Metropolita di Fermo

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