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Assemblea parrocchiale di AC a Morrovalle

12 Dicembre 2010 - Assemblea Parrocchiale di AC a MorrovalleUn'intensa giornata fatta di condivisione, discernimento per i progetti futuri e riflessione sul tema del momento: l'educazione

12 Dicembre 2010 - Assemblea Parrocchiale di AC a MorrovalleSi è svolta domenica 12 dicembre, in un clima di gioiosa partecipazione, l’assemblea di A.C. della parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo di Morrovalle.

Subito dopo la partecipazione degli aderenti alla messa parrocchiale delle ore 10, hanno avuto inizio i lavori, con le relazioni dei vari settori dell’A.C. sull’attività svolta nell’ultimo triennio.

Primi a parlare i ragazzi dell’ACR, i quali, attraverso la metafora della casa, hanno evidenziato che ogni settore ed ogni membro dell’associazione ha un ruolo ben definito ed essenziale per il buon funzionamento dell’intera struttura ed hanno esposto all’assemblea, con una lettera, sogni e aspettative in merito all’AC.

A seguire, le relazioni dei giovanissimi, dei giovani-adulti, delle famiglie e degli adulti, che, al di là delle fatiche dei vari percorsi, hanno posto l’accento sull’intensità dei cammini affrontati, sulla validità della proposta formativa, e, soprattutto, su attese, aspirazioni e i progetti per il triennio che si sta aprendo. Da ognuno degli interventi è emersa la passione per l’associazione, la cura che ognuno ha delle persone che ne fanno parte e di coloro che, dai più variegati percorsi di vita, provano ad avvicinarsi a Cristo.

L’importanza di una vicinanza e di una collaborazione con le famiglie dei ragazzi, la centralità dell’eucaristia domenicale, la fatica nel reperire persone disponibili al servizio educativo, l’attenzione ai momenti di passaggio da un settore all’altro, l’esigenza di un’AC che sia sempre più attenta alla comunità nella quale è inserita ed alle diverse esigenze concrete, sono solo alcune delle tematiche poste in evidenza durante le diverse relazioni.

A tutte, ha fatto da raccordo l’intervento del presidente parrocchiale uscente Francesco Castignani. Nel ringraziare quanti in questi anni lo hanno sostenuto ed affiancato, ha ripercorso il cammino associativo compiuto, lanciando spunti di lavoro per chi lo succederà, non tralasciando di sottolineare come coesione e accoglienza dell’altro nella sua diversità, siano presupposti fondanti per un buon cammino dell’intera famiglia di AC.

Sulla stessa linea, l’intervento del presidente diocesano Mauro Trapè, che ha ricordato come, a fronte di un’associazione parrocchiale da sempre viva e attiva, sia importante non adagiarsi, non richiudersi in sé stessi, ma continuare ad avere uno sguardo più ampio, verso chi ci è intorno e verso una dimensione di chiesa che vada oltre quella propria parrocchia.

A fine mattinata, infine, il parroco ed assistente Don Giordano Trapasso ha lasciato all’AC parrocchiale tre consegne: l’attenzione per l’annuncio del Vangelo ai giovani ed agli adulti e l’essere un riferimento ed un aiuto per chi cerca Cristo; la comunione tra tutti ed il gareggiare nello stimarsi a vicenda per essere sempre più famiglia; l’attenzione per la vita della città, nella quale essere sempre una presenza viva.

12 Dicembre 2010 - Assemblea Parrocchiale di AC a MorrovalleLa tavola rotonda del pomeriggio sui temi dell’educazione, coordinata dal dottor Agostino Basile, pedagogista clinico presso l’Istituto Santo Stefano di Porto Potenza Picena, e intitolata “Io sono responsabile della mia rosa”, ha visto in primo luogo la partecipazione del mondo scolastico, con il prof. Mengoni, Dirigente dell’I.C. Via Piave di Morrovalle, e il prof. Reano Malaisi. Gli altri contributi, presentati dalla moderatrice Sabrina Vecchi, hanno visto prendere la parola i rappresentanti delle realtà sportive locali, tra cui Luca Cabascia, Fabiana Scarpetta e Pietro Del Monte, e persone, come Orlando Ceci e Paola Gasparroni, impegnate nell’oratorio o in Azione Cattolica per la formazione e l’educazione dei ragazzi.

Dal confronto, vivo e fattivo tra gli intervenuti, è emerso un quadro variegato, ma con molti punti fermi.

Prima di tutto, se vogliamo aiutare i nostri ragazzi a crescere, è necessario essere noi stessi dei veri adulti, dei testimoni appassionati, credibili e responsabili, dei riferimenti certi. Questo è basilare per costruire relazioni dense di significato, incisive per la vita dei ragazzi, quegli stessi ragazzi che chiedono verità e ascolto.

E’ importante trasmettere valori alti e non temere di fare proposte impegnative: la lealtà, il senso del sacrificio e dell’impegno costante e massimale, il guardare all’altro non come un nemico ma come un individuo che vale, da rispettare, sono solo alcuni degli obiettivi che ci si deve porre quando si ha a cuore l’educazione di un ragazzo.

In questo, lo sport e la scuola sono due ambiti che possono fare molto, sia attraverso una rivalutazione della cosiddetta “pedagogia dell’errore”, visto non più come un fallimento personale, quanto piuttosto come occasione di esperienza per il futuro, sia attraverso la cultura del rispetto delle regole, che forma al rispetto di sé e degli altri.

Con le famiglie, è di primaria importanza instaurare un dialogo intenso, un confronto costante, una collaborazione stretta, perché l’obiettivo primario da raggiungere resti l’interesse del ragazzo, che va sostenuto e aiutato a crescere in tutta la sua umanità ed interiorità.

Essere educatori, genitori, animatori, insegnanti, allenatori, certo non esime da errori e cadute, ma se ciascuno si metterà in gioco in umiltà e verità, non vergognandosi di parlare in modo coerente ed esigente e avendo a cuore l’interezza della vita dei nostri ragazzi, riusciremo ad essere per loro buoni compagni di viaggio e solidi punti di riferimento.

L’educazione è una sfida in cui si continua sempre a giocare, anche dopo le sconfitte e le cadute, è una sfida dove tutti siamo chiamati, come dice Vittorino Andreoli, ad educare i ragazzi a crescere, a maturare, a vivere, è una sfida nella quale, come cristiani, sappiamo di poter contare non solo su noi stessi ma anche e soprattutto su Cristo, dal quale ci vengono speranza e passione.

L’intenso pomeriggio si è concluso con la proclamazione degli eletti nel nuovo consiglio Parrocchiale di AC e del nome della persona che sarà proposta al Vescovo per la nomina a Presidente parrocchiale dell’associazione. Per questo ruolo di guida e di raccordo è stata scelta Noemi Tamburini, da sempre in AC, che ritorna in parrocchia dopo un’intensa esperienza di volontaria Caritas in Abruzzo. A lei gli auguri e le congratulazioni del parroco, del presidente uscente, dell’intera associazione e della comunità parrocchiale tutta, che la sosterranno nel suo operato nel triennio a venire.

 

 

Monica Valentini

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