rosone

Riceviamo e pubblichiamo

Il corpo delle donne

di Manuela Marini

In queste ultime settimane si è molto parlato, nei media, del tema del corpo delle donne, prendendo spesso spunto da una ricerca di Lorella Zanardo (visibile anche in rete, www.ilcorpodelledonne.com). Rispetto all’Europa, solo in Italia, la donna e soprattutto il suo corpo sono così degradati e mercificati. Perché? Nei varietà degli anni sessanta e settanta le Kessler erano già mezze svestite e ammiccanti, allora cosa è cambiato? A mio avviso è cambiato che la nostra società è diventata sempre più edonistico - consumistica e che la donna, in Italia, non è riuscita, tranne in rarissimi casi, ad ottenervi un ruolo di rilievo, ne è piuttosto stata vittima. Difficilmente, da noi, la donna è vista come mente pensante e “geniale” con pari dignità dell’uomo. Le donne debbono,oggi, nonostante non siamo più negli anni sessanta, faticare il doppio per poter ottenere un posto di lavoro e sono pagate, a parità di qualifica con i colleghi di sesso maschile, ben il 25% in meno; hanno pochissime effettive garanzie di mantenere un posto di lavoro, che non sia pubblico, in caso di gravidanza. Questi fatti, se da un lato hanno scoraggiato le donne a diventare madri, se non in tarda età e quando il posto e la carriera sono assicurati; dall’altro, sull’onda del successo mediatico di veline e showgirls, le giovani, e anche le loro madri , hanno iniziato a sognare una vita da “moglie di” personaggi famosi (che è ciò che di fatto la nostra società ancora consiglia, svalutando completamente la donna come persona) e il modo più semplice ed efficace è fare la “velina” o la donna di spettacolo televisivo. (Vorrei ricordare, Ilary Blasy - Fracesco Totti; Roberta Lanfranchi–Pino Insegno; Loredana Lecciso–Albano Carrisi; Elisabetta Gregoraci–Flavio Briatore; e ultima, ma non ultima come successo mediatico, la coppia Elisabetta Canalis–George Clooney). La donna -in balia di una logica consumistica, relativista, edonistica, egoistica- si presta alla vacuità, si vende alla propria mercificazione e si spoglia di ogni valore e dignità. Quindi , poco importa se si è venduto il proprio corpo, l’importante è avere un ruolo e una visibilità altrimenti pressoché inarrivabili.

Inoltre, secondo un recente sondaggio gli uomini –in medesima percentuale dal nord a sud d’Italia–

pensano che le donne, sia nelle aziende come nella vita, complichino le cose e che se ci sono delle difficoltà è sicuramente colpa loro . Dall’altra parte stiamo assistendo ad una nascita di piccole e medie imprese tutte al femminile o con donne saldamente sole al comando.

In definitiva, a mio avviso, ciò che si svela chiaramente nella questione femminile in Italia è un abisso fra l’universo maschile e femminile il cui unico luogo d’incontro diviene la sessualità e la cui conseguenza è una solitudine abissale. Sono certa che, finché non verrà presa seriamente in considerazione la questione femminile, l’Italia non potrà riprendersi neanche a livello economico, poiché, come affermato anche nel Vangelo di Domenica 4 ottobre (Mc 10,6-9), l’uomo e la donna “insieme” sono l’immagine di Dio creatore, quindi, solo nella collaborazione fra l’uomo e la donna, a tutti i livelli, la società può esprimere tutte le sue potenzialità e superare la solitudine e l’egocentrismo.

 

 

Manuela Marini

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