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Dalla Chiesa Marchigiana

Mons. Giovanni D'Ercole è il nuovo Vescovo di Ascoli Piceno
Data pubblicazione : 12/04/2014

Mons. Giovanni D'Ercole, Vescovo eletto di Ascoli PicenoOggi la nomina per la diocesi di cui Mons. Luigi Conti è Amministratore Apostolico. Proviene da L'Aquila, dove era vescovo ausiliare

Il Santo Padre ha nominato Vescovo della diocesi di Ascoli Piceno S.E. Mons. Giovanni D’Ercole, F.D.P., trasferendolo dalla sede titolare di Dusa e dall’incarico di Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi de L’Aquila.
Mons. Giovanni D’Ercole, F.D.P., è nato a Morino (AQ) il 5 ottobre 1947. Ha compiuto i suoi studi nel Seminario di Napoli fino al presbiterato. Ha compiuto la licenza e il dottorato in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana della Pontificia Università Lateranense in Roma. Ha ottenuto un diploma in tecniche della Comunicazione Sociale presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università la Sapienza di Roma.
È stato ordinato sacerdote a Roma il 5 ottobre 1974.
Dal 1974 al 1976 ha reso servizio come Cappellano del Carcere Minorile di Casal del Marmo (Roma), Professore di Educazione Civica e Religione nel Centro Italiano Addestramento Cinematografico Don Orione di Monte Mario e Parroco della parrocchia “Nostra Signora di Fatima” nella Borgata Massimilla di Roma. Dal 1976 al 1984 è stato missionario in Costa D’Avorio, Parroco e Vicario Episcopale a Grand Bassam e Professore di Teologia Morale presso il Seminario Maggiore ad Anyama, vicino alla capitale Abidjan. Dal 1984 al 1985 è stato Parroco della parrocchia di Ognissanti; dal 1986 al 1987 Direttore Provinciale della Provincia Santi Pietro e Paolo dell’Opera Don Orione. Nel 1987 è stato chiamato ad assumere il compito di Vice-Direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Dal 1990 al 2009 ha lavorato in Segreteria di Stato, divenendone nel 1998 Capo Ufficio nella Sezione per gli Affari Generali.
Eletto alla sede titolare di Dusa ed Ausiliare de L’Aquila il 14 novembre 2009, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 12 dicembre successivo. In seno alla Conferenza Episcopale Italiana è Segretario della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali.
È autore di numerosi articoli apparsi su riviste di carattere religioso e sociale. È Direttore responsabile della rivista “Don Orione Oggi”, dell’Opera Don Orione, e della rivista “Crescere” del Movimento Oasi fondato da Padre Virginio Rotondi.
È Assistente spirituale del Movimento “Tra Noi” e Consigliere spirituale della Comunità “Nuovi Orizzonti”. Dal 2002 è Autore e Conduttore del programma televisivo “Sulla via di Damasco” in onda su Rai 2 il sabato alle 10.30. Cura la rubrica mensile “Attualità ecclesiali” per Radio Maria. È iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio e del Molise.

 

MESSAGGIO DI S.EEC.ZA MONS. GIOVANNI D'ERCOLE ALLA DIOCESI DI ASCOLI PICENO

Ho appreso con gioia ed emozione la nomina a vescovo dell’antica Chiesa di Ascoli Piceno, ricca di storia e di tradizioni cristiane. Ascoli è una città che ho cominciato a conoscere fin dagli anni ‘90 per cui giungerci ora come Pastore della comunità diocesana mi appare come un dono particolare del Signore.
Vengo con la semplicità di chi si sente al servizio del Vangelo e della gente, soprattutto dei poveri; vengo senza troppi programmi nella mente, ma tanta voglia nel cuore di amare tutti, con il desiderio di aiutare ciascuno ad incontrare Gesù e vivere la gioia del Vangelo.
Ringrazio papa Francesco per la fiducia che mi ha accordato chiamandomi a questa nuova responsabilità ecclesiale, dopo la non facile missione aquilana. Ringrazio e saluto l’Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, don Pino per voi, che il Signore ha chiamato a guidare l’Arcidiocesi di L’Aquila. I mesi trascorsi con lui sono stati esperienza viva di fraterna amicizia e di fedele condivisione. Ora sono proiettato interamente verso la Chiesa d’Ascoli Piceno, la vostra e mia famiglia.
In questo primo abbraccio, stringo a me l’intera Diocesi a partire dall’Amministratore Apostolico, il fratello vescovo Luigi Conti, che in questi mesi vi ha guidato con saggezza e prudenza senza non poco sacrificio dovendo occuparsi anche della sua comunità diocesana, cui esprimo gratitudine. Saluto tutti i fratelli Vescovi della Conferenza Episcopale delle Marche di cui sono felice fare parte. Con affetto rivolgo il mio pensiero ai sacerdoti e ai seminaristi, desideroso di tessere subito con ciascuno un dialogo di sincera amicizia nel Signore; saluto i diaconi permanenti, i religiosi e le religiose, i ragazzi e la gioventù speranza della chiesa ascolana, gli ammalati, i disabili, le persone sole, i carcerati e quanti si trovano in difficoltà. Allargo il mio pensiero ai lavoratori e a quanti soffrono per la carenza di occupazione. Il mio pensiero va anche ai fratelli di diverse confessioni cristiane e di altre religioni, e anche a quanti si dichiarano non credenti: a tutti vorrei far giungere il mio più affettuoso saluto, sentendomi sin d’ora fratello di ciascuno.
Con deferenza saluto le autorità civili e militari, i rappresentanti delle pubbliche istituzioni e gli operatori dell’informazione, chiamati a responsabilità non lievi nella formazione dell’opinione pubblica.
Desidero iniziare il mio ministero fra voi quanto prima, e vengo con la consapevolezza di trovare una comunità che, se anche ha vissuto la fatica della malattia e della morte del compianto mio predecessore, Mons. Silvano Montevecchi, so che è già ben avviata sul cammino della fede e dell’amore grazie al lavoro apprezzato dei vescovi che mi hanno preceduto e ai quali assicuro la mia preghiera di suffragio. Questa mattina li ho ricordati nella Santa Messa ed è mia intenzione di recarmi in pellegrinaggio sulle loro tombe, in segno di fraterna riconoscenza.
Ascoli, città di fede mariana, accoglie come vescovo un innamorato di Maria: alla Madonna delle Grazie sin d’ora affido la diocesi e il mio ministero episcopale, chiedendole il dono della fedeltà, dell’umiltà e della dedizione sino all’estremo. Questo, cari fratelli e sorelle, è solo il primo saluto e, come dicevo, un abbraccio nell’attesa di conoscerci, di incontrarci e di costruire insieme un altro tratto del cammino della nostra Diocesi, chiamata come ogni altra comunità cristiana, ad affrontare sfide e difficoltà in questo tempo di rapidi e profondi mutamenti sociali, economici, culturali e spirituali. Sant’Emidio ci accompagni con la sua protezione. A tutti ancora un abbraccio e la mia benedizione.

 

L’Aquila, 12 aprile 2014

 

+ Giovanni D’Ercole
Vescovo eletto di Ascoli Piceno

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